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Cos'č il Rolfing®

Forte di una solida preparazione scientifica, la dott. Ida Rolf, con grande intuito, ha capito che il corpo umano, plastico e dotato di grandi possibilità di adattamento e di auto-regolazione, ha la capacità di adeguarsi alle sollecitazioni cui è sottoposto, in negativo ma anche in positivo. L'elemento che più condiziona ogni struttura su questo pianeta è la forza di gravità. L'impatto che questa forza ha sul corpo può essere destrutturante - allora in seguito a posture sbagliate ci si ingobbisce, invecchiando la persona si incurva - oppure si usa questa forza come amica e lo stare nel campo gravitazionale diventa immediatamente più facile: in piedi si sta più diritti, nel movimento si è più sciolti ed efficienti.

Tramite i suoi studi in bio-chimica, la dott. Rolf ha captato l'importanza, dal punto di vista della plasticità, di uno dei componenti del corpo umano, il tessuto connettivo, che cambia in modo relativamente facile e che, con composizione e consistenza diverse, è l'elemento costitutivo di molte parti del nostro organismo (fasce, ossa, sangue..). La sua attenzione si è focalizzata in particolare sulle fasce, che ricoprono i muscoli, gli organi e le viscere, rivestono le cavità, formano tendini, legamenti e membrane e creano un'unica rete che connette ogni elemento del nostro corpo, in modo tale che ogni variazione in un singolo settore si ripercuote più o meno velocemente su tutto il resto del corpo. E' una rete fondamentale per scambi di tutti i tipi, da quelli metabolici, a quelli neurologici. Questo sistema ci consente anche di coordinare il movimento nello spazio con precisione e armonia.

Le fasce, creando un rapporto tra i vari elementi, diventano l'organo della forma: chi ha le gambe storte, per esempio, non ha le ossa fatte in modo strano, ma ha delle fasce (e tendini, e legamenti) che tengono le ossa delle gambe in modo da creare quella determinata forma. Essa dipende anche da altri fattori, come la conformazione della spina dorsale, quella del bacino, la posizione dei piedi: ogni parte ha, nello spazio, in un dato momento, un rapporto con tutto il resto definito dalle fasce connettivali.

Le fasce si possono disidratare per inattività, si possono indurire perché devono sostenere sforzi eccessivi e prolungati, si modificano in seguito a infiammazioni, a traumi fisici o psichici, a sollecitazioni di tanti tipi. Anche un organo sofferente crea alterazioni nei tessuti che lo sostengono e, tramite la connessione delle fasce, può manifestare i suoi problemi a distanza: per esempio è possibile che gli spasmi dello stomaco diano un dolore vertebrale.

Quando si riduce l'elasticità di un settore, nella rete delle fasce, il movimento delle articolazioni interessate più da vicino diminuisce, altre parti devono compensare questi accorciamenti, tutto l'insieme viene pian piano coinvolto e i vari segmenti di cui è composto il corpo perdono il rapporto corretto tra loro, si spostano, ruotano un po' su se stessi: l'organismo intero si sbilancia. La forza di gravità accentua ancor più questo squilibrio.
Tutto ciò è sempre stato accettato come parte ineluttabile del processo vitale, come conseguenza dell'invecchiamento. La dott. Rolf usava le immagini dei blocchi impilati per spiegare come la rete delle fasce e il contorno della figura umana possono alterarsi, con gran dispendio di energia per tenere unito l'insieme.

La sua intuizione geniale fu che, così come perde il giusto equilibrio, il corpo può essere aiutato a ritrovarlo, intervenendo proprio su quel tessuto, il connettivo, che risponde velocemente agli stimoli.
Ida Rolf capì che, come un tempo le pelli conciate si facevano tornare morbide con le mani, così con le mani si possono fare ammorbidire nuovamente anche le fasce connettivali, anche se si sono indurite come il cuoio: rispondono molto più velocemente, e con meno stimoli delle pelli conciate, perché sono vive. Con una pressione adeguata, a volte intensa, a volte decisamente leggera, ma sempre molto mirata, si aiutano le fasce a reidratarsi e a tornare elastiche; orientandole manualmente, si può indurre di nuovo quel movimento corretto che era stato perso; la percezione consente di eliminare tensioni inutili e controproducenti. Questo lavoro di ripristino va fatto su tutto il corpo, perché, per la presenza della rete di connessione, tutto si è spostato in seguito alle sollecitazioni negative.

Così è nato il Rolfing®. Ideato sperimentalmente per esigenze specifiche, in particolare per rimettere in sesto persone con una funzionalità ridotta in modo drastico da traumi fisici molto pesanti, con il passare del tempo il Rolfing ha manifestato le sue potenzialità.

Dovendo insegnare ad altri ciò che stava facendo, la dott. Rolf ha creato una sequenza logica di dieci sedute, ognuna delle quali ha lo scopo di portare il più possibile verso uno schema ottimale una determinata area e di recuperare una relazione corretta tra i vari segmenti e tra questi e l'ambiente esterno, così che, alla fine delle 10 sedute, tutto il corpo si è riassestato. Le persone si sentono più leggere perché la gravità è diventata una forza amica, i movimenti sono più ampi e sciolti, il modo di muoversi più articolato. Il corpo diventa più scattante: come ha affermato uno dei clienti, è come passare dalla guida di un'utilitaria a quella di una macchina sportiva.

La dott. Rolf si è resa conto che, molto prima di arrivare ad una limitazione consistente del movimento, ogni individuo può giovarsi del recupero di un assetto funzionale, perso per motivi anche banali, come una postura errata, o un lavoro ripetitivo che richiede movimenti sempre uguali, fatti in modo sbagliato, o per stati emotivi particolari, prolungati nel tempo. Ha inoltre registrato che anche chi ha già un organismo efficiente, come l'atleta o il danzatore, può migliorare ulteriormente la coordinazione, avere più sprint e, con i muscoli resi più elastici, evitare molte lesioni.

Gli effetti positivi del lavoro si riscontrano su diversi piani, non solo su quello strutturale. La persona che aveva spalle e collo tese da molti anni per controllare la sua aggressività, trovandosi con quelle aree più morbide, può magari rendersi conto che gli stati emotivi che avevano provocato le tensioni, appartenevano al suo passato e da tempo non gli servono più: può consapevolmente cambiare un atteggiamento che perdura a suo danno.
Percepire un maggiore benessere influisce positivamente anche sull'umore; sentirsi più stabili nello spazio corrobora il senso di sicurezza personale.
Cambia il livello energetico, perché l'organismo è messo in condizioni di lavorare meglio, con minore spreco d'energia. Ognuno ha una sua risposta, non prevedibile né quantificabile a priori.

La frequenza delle sedute è elastica, da una la settimana a una al mese (se non hanno particolari rigidità o se si ha già ricevuto un lavoro sulla percezione corporea). Possono essere articolate anche diversamente: nei trainings si fanno sedute più ravvicinate; se una persona deve raggiungere un Rolfer da molto lontano può fare due trattamenti vicini e poi far passare un periodo più lungo. Il lavoro è efficace e un'interruzione, anche abbastanza lunga, non pregiudica la stabilità di ciò che si è fatto: pochi minuti di lavoro sono quasi sempre sufficienti per ripristinare la situazione precedente.
Finito il ciclo delle 10 sedute, il corpo metabolizza ciò che ha ricevuto e sovente si notano ulteriori miglioramenti spontanei. Dopo un certo lasso di tempo si possono fare delle sedute di richiamo, si può incrementare la coordinazione con il Rolf Movement o si possono ricevere le sedute di Rolfing avanzato, che aumentano ulteriormente il livello di integrazione.

Nella bibliografia, due opuscoli propongono questi concetti in modo più ampio.

 
Fondazione di Ricerca Ida P. Rolf
Fondazione di ricerca interdisciplinare dedicata alla fondatrice del metodo Rolfing
NUOVA SPECIE
Un nuovo punto di vista sul disagio per trovare un rapporto sano con se stessi e con gli altri.
METODO ALLA SALUTE
Un'alternativa agli psico-farmaci per tutte le forme di disagio, personale e sociale
PARTORIRE SENZA PAURA
Un aiuto per le future mamme
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