La struttura nell'uomo, in stazione eretta, può essere analizzata in termini di linee orizzontali e verticali, linee immaginarie disegnate attraverso punti reali dell'uomo. Perciò, la spina iliaca antero-superiore, o il centro della rotula, devono riposare su una linea orizzontale. Nella misura in cui il corpo corrisponde a questa direttiva, lo consideriamo bilanciato.
Un sistema di misurazione affidabile, per valutare il bilanciamento, è il modello di movimento che il corpo rivela nell'azione articolare.
Un corpo bilanciato si muove lungo linee rette.
Si può vedere come controparte degli assi XYZ, attraverso i quali la posizione spaziale di ogni sistema tridimensionale viene descritto. Oltre agli assi orizzontale e verticale, l'asse Z descrive la linea del movimento.
L'asse verticale emerge dal punto più alto della testa, il punto più alto dell'intersezione dei piani coronale e sagittale. Il primo indizio di un movimento bilanciato nel corpo è lo spontaneo, leggero allungamento lungo l'asse verticale. Ciò accade quando, non solo i flessori ed estensori generali muovono reciprocamente, ma quando anche i muscoli intrinseci profondi della colonna cooperano con i muscoli estrinseci più superficiali. Questo è il marchio del vero bilanciamento.
L'individuo, da solo, può non essere in grado di che questo dire "qualche cosa di nuovo" è dovuto al leggero allungamento; ma, comunque sia, "lo fa sentire così bene!".
Si sente leggero, come se stesse fluttuando sopra la terra. Sta sperimentando il supporto gravitazionale, che non lo trascina più verso il basso. Sperimenta che la sua struttura intrinseca sta bilanciando gli estrinseci.
Gli assi orizzontali descrivono primariamente il movimento del cinto scapolare e delle braccia. Quando le braccia si muovono appropriatamente, l'olecrano genera una linea orizzontale diretta verso l'esterno (magari solo di pochi millimetri).
Se il movimento desiderato deve essere in una corretta direzione laterale, s'inizia con l'accorciamento del latissimus dorsi; se va in direzione mediana, si accorciano i pettorali maggiore e minore. Perciò, i movimenti delle braccia iniziano dai grandi muscoli del tronco. Il movimento che origina coinvolge solo i pettorali e il latissimus, benché possa essere immediatamente modificato da muscoli più piccoli del cinto scapolare e del braccio.
L'asse Z descrive la linea del movimento della gamba.
Il movimento appropriato dell'arto inferiore richiede che la rotula segua questa linea retta in avanti. L'integrazione che ne consegue darà una spinta verso l'alto all'andatura nel modello più economico. Il movimento inizia nell'ilio-psoas e nei glutei e il bilanciamento risultante di abduttori/adduttori/rotatori riduce la spesa energetica.
Ciò contrasta marcatamente con la media delle andature nelle quali il quadricipite, in particolare il retto femorale, origina il movimento. Nell'andatura bilanciata, la gamba muove dritto in avanti, dondola. Il retto femorale non deve innalzare la gamba. Come il corpo procede verso il bilanciamento, il movimento è caratterizzato e definito da questi assi. Chiedere ad un corpo casuale di seguire queste linee creerà qualche grado di bilanciamento. Comunque, questo può essere seriamente limitato.
Un movimento permanentemente migliorato può solo seguire alla rimozione delle limitazioni compensatorie. Questo, seguito da un programma che stimoli un modello di movimento più positivo, crea un grado di benessere nell'individuo, che egli trova notevole.
Per la persona, non ci sono dubbi che lo stress è risolto.
Egli definisce se stesso "aperto"; sono iniziati i mutamenti nella coscienza.
Questo articolo fu scritto, originariamente, nel 1969.
La pubblicazione venne sospesa per un certo periodo, mentre venivano portati avanti programmi sperimentali. Uno dei più significativi è lo studio elettromiografico della risposta muscolare, durante i movimenti abituali condotta dalla dott.ssa Valery Hunt dell'Università di California, a Los Angeles.
Le conclusioni a cui è giunta enfatizzano i concetti espressi in questo scritto, in particolare per quanto riguarda l'inversione e la sostituzione del movimento.