Un alleggerimento fondamentale dello stress fisico dipende dall'allineamento verticale dei centri di gravità di tutti i maggiori blocchi ponderali (testa, torace, pelvi). Successivamente, a questo tipo di allineamento, può solamente seguire un riaggiustamento bilanciato delle restrizioni delle tensioni mio fasciali. Ogni elemento miofasciale deve diventare resiliente, entro stretti limiti, indipendente e partecipare a tutto il quadro, libero di prendere il posto preciso appropriato al modello di movimento. L'enfasi qui è alleggerire la spinta verso il basso, l'effetto distruttivo della gravità e così, diminuire la quantità di disorganizzazione del sistema. A questo punto, appena scompare il modello negativo, emerge un nuovo effetto.
La direzione viene invertita. Come lo sbilanciamento e la degenerazione sono cumulativi, così la rigenerazione e il movimento in direzione al bilanciamento una volta iniziati, si autoalimentano. Questo è l'aspetto benefico della plasticità.
L'effetto disorganizzante della gravità, in un sistema sbilanciato, aumenta il coinvolgimento casuale dei gruppi di muscoli che compensano.
Liberato da questa tendenza, il maggiore bilanciamento negli estensori postvertebrali riattiva in crescendo l'attività nelle strutture sottostanti più profonde, cioè i muscoli intrinseci della colonna vertebrale. Questo è un nuovo modello di comportamento. Sembra includere la componente gravitazionale, come un significativo fattore d'integrazione.
Il carico negativo della gravità sembra trasformarsi in un innalzamento sostenitivo. L'individuo, soggettivamente, esprime un gioioso riconoscimento della direzione che l'uomo definisce "su" e "in alto".
Nell'integrazione Strutturale, noi vogliamo chiamare il movimento "normale" solo quando soddisfa la richiesta che, in flessione, quando i flessori flettono, gli estensori estendono, si allungano. In tale movimento "normale", la contrazione dei muscoli flessori allunga gli estensori relativi; il movimento allora diventa un esercizio spontaneo, innato, per entrambi, che trasforma l'energia meccanica nell'energia chimica del metabolismo. Perciò la meccanica, nell'energia del movimento, determina l'economia delle singole cellule.
Questi cicli devono essere reciproci, poiché è questa reciprocità che assicura il bilanciamento, che sottolinea il benessere.
La distruzione o interruzione di questi cicli ideali può succedere e succede a diversi livelli. Limitazioni del movimento, registrate come interferenza e deterioramento in alcune delle componenti del ciclo, sono la regola piuttosto che l'eccezione. E' la media.
Il deterioramento nutrizionale, risultante da tendenze genetiche, può certamente essere un fattore di contribuzione. Ma, possibilmente, l'interruzione basilare più comune è l'interferenza meccanica nella funzione. Uno sbilanciamento, anche se può cominciare come situazione temporanea limitata (una caviglia distorta), permette alla gravità di imporre la sua forza direzionale sugli elementi strutturali. Se la limitazione continua oltre i pochi giorni, le compensazioni si bloccano.
Con il tempo, il fenomeno si allarga. Le modificazioni penetrano a diversi livelli di profondità e in diverse aree. Perciò, un trauma "temporaneo" può trasformarsi in una restrizione cronica e si rispecchierà in una funzione fisiologica inappropriata in molti livelli e a diverse profondità. Questo processo è reversibile, la struttura fasciale può essere riorganizzata, a condizione che venga riorganizzata nel suo complesso.
Il riallineamento verticale appropriato dei segmenti pesanti restaura l'ordine della struttura e bilancia la funzione corporale.
Il lavoro manipolativo attuale con la fascia richiede di ricordare l'umile cipolla. Strati giacciono dentro altri strati.
Gli strati più profondi possono essere raggiunti solo se i più superficiali perdono la loro rigidità, che la firma dello sbilanciamento. Con qualsiasi pressione manipolativa (per es. massaggio), avviene uno stimolo di energia meccanica; ma se la pressione manipolativa è disegnata per far slittare la posizione spaziale della fascia (spostata, accasciata o alterata in altro modo) nella direzione richiesta dal disegno strutturale normale, lo stimolo energetico non può più essere casuale per molto tempo, ma diventa specifico per il compito richiesto.
Ciò è vero specialmente se un movimento appropriato e allineato (non accidentale), richiesto dalla parte. Questi sono i metodi basici dell'Integrazione Strutturale. Il tessuto fasciale è mosso in una direzione specifica, richiesta dal disegno originale. Nella misura in cui questo avviene, si ottiene certamente sollievo allo stress fisico. Lo stress fisico riflette sofferenza emozionale; il sollievo dalla compressione fisica influisce marcatamente sulla infelicità emozionale.
(A questo punto, ci piace l'idea di speculare se il bilanciamento del corpo sia la manifestazione esterna dell'allungamento fisico delle molecole di collagene. Secondo Verzar (1963), questo potrebbe risultare dalla diminuzione del numero di legami esteri incrociati, e dall'aumento del numero dei legami incrociati di idrogeno. Questa speculazione, comunque, richiede uno studio molto più esteso).