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Gravità: la sua importanza nella vita di un uomo

Similmente, una linea che taglia in due l'occhio, taglia in due anche l'altro e, se allungata, appare orizzontale. Nei corpi casuali tale descrizione non coincide con la situazione osservata. Molto spesso, in questo caso, un occhio è più profondo dell' altro, oppure a causa dell'inclinazione della testa, una linea che tagliain due entrambi gli occhi, forma un angolo maggiore o minore rispetto all'orizzonte. Di certo, non è parallelo ad esso. Dopo il trattamento, gli occhi guardano dritto e sembrano possedere una nuova integrità, così come una nuova capacità d'intendere in relazione all'orizzontale. In effetti, i cambiamenti permettono ai muscoli degli occhi di svolgere la loro funzione in modo più efficace e di essere usati meglio come organo visivo.
Spesso, si ha un miglioramento della vista.
Né l' allineamento verticale dell'orecchio, né la linea orizzontale che definisce gli occhi, sono però significativi quanto il libero movimento della testa nel girarsi, abbassarsi, ecc... Parlando in termini di muscoli, ciò avviene perché è avvenuta una diversa integrazione del modello. La testa non viene più controllata dai muscoli che si attaccano superficialmente alle spalle o alla clavicola, lo sternocleidomastoideo, ecc...; la sua rotazione viene ora effettuata da muscoli più profondi e più vicini alle vertebre della spina dorsale, splenius capitis, ecc... L' individuo vive questa libertà come una grande soddisfazione personale.
Lo spettatore obiettivo nota che vi è qualcosa di diverso, qualcosa che colpisce in questo uomo. Non è proprio come gli altri uomini. Un buon osservatore vede che, con ogni movimento la spina dorsale si allunga leggermente, assicurando una grazia disinvolta ed inconsapevole. Ogni movimento, persino l'atto del respirare, denota libertà, sollievo ed elevazione.
Questo ci ha portato ad una risposta operativa alla nostra domanda: "Quali sono gli elementi che caratterizzano un corpo degno del nome integrato?".
Osservando questo corpo, la cui simmetria e leggerezza parlano di un altro status, ci si sorprende della strana chiarezza di definizione con cui si rapporta alle superfici base dello spazio tridimensionale. Le linee che lo definiscono non sono anatomiche, è ovvio; tuttavia, esse hanno una realtà funzionale che ci colpisce.
Quindi, la linea di gravità, con il suo segmento significativo che è la testa, segnata dalla posizione dell'orecchio, è certamente verticale. Una linea orizzontale definisce la posizione delle braccia, poiché i gomiti, in un corpo bilanciato, vanno tenuti in modo tale che le loro punte, le protuberanze dell'olecrano, siano lontane dal tronco, nella posizione più laterale possibile. Qualsiasi moto bilanciato del braccio parte dal movimento iniziato in questo punto del gomito; un uso normale del braccio, d'altro canto, può essere originato dalla flessione dei bicipiti, tricipiti, muscoli deltoidi, oppure dai muscoli flessori dell'avambraccio.
Se il movimento parte dal gomito, esso viene integrato dai grandi muscoli del tronco, mediante una risposta bilanciata dei pettorali e del muscolo gran dorsale. Questo genere di risposta assicura che il lavoro pesante del cinto delle spalle può essere svolto innanzitutto dai grandi muscoli, che sono certamente adatti a tale compito.

Il lavoro che riguarda la funzione propria delle gambe, ovvero il sostenere e trasportare il peso del corpo, può essere trasferito ai muscoli del tronco, ora meglio adattati. Qui, l'equilibrio va stabilito tra l'iliopsoas ed i suoi antagonisti, i glutei.

Questa disposizione dipende dalla possibilità del ginocchio di progredire, seguendo una linea diritta, mentre cammina. Qualsiasi altro modo di camminare impedisce la coordinazione tra psoas e glutei.
Funzionando in questo modo più efficiente, sembra che le ginocchia seguano due tracce parallele, dritte in avanti. E' la definizione precisa di tali linee a dotare i corpi bilanciati della loro bellezza ed eleganza di movimento. E' la linea verticale, in particolare, a permettere alla testa di iniziare un qualsiasi moto con una lievissima estensione della spina dorsale verso l'alto.
La possibilità di muoversi all'interno di questi modelli dona elasticità e coordinazione. Il corpo in movimento, così definito, sembra leggero e senza peso. La massa corporea si presenta, al tocco, con una fibra molto diversa, elastica e più delicata.

Da queste osservazioni, emerge una nuova serie di concetti, poiché i corpi che abbiamo descritto lavorano, ovviamente, con altri criteri di salute, vitalità ed adattabilità. In questo contesto, forza equivale ad elasticità e non ai modelli di eroi antiquati, supermuscolosi e relativamente immobili dei campi di calcio o dei ring. Questi idoli dai muscoli legati, appartenenti ad una generazione precedente, avevano già superato il loro massimo all'età di trent'anni. I bisogni ed i privilegi dei nostri giorni richiedono che noi conserviamo l'abilità di adattarci ad un mondo in rapida evoluzione, per molti più anni di quanto fu concesso ai nostri antenati.

Sembra particolarmente significativo, che i fattori in grado di instaurare cambiamenti di così vasta portata nella vita e nella visione degli uomini, appaiano così tenui, così impercettibili.
Tale sottigliezza mette in evidenza, che la comprensione del fattore integrativo nell'uomo implica la consapevolezza dell'urgenza vitale di relazione. E attraverso la creazione di una relazione appropriata con lo spazio tridimensionale, che l'uomo potrà essere libero di poter funzionare meglio ed in modo veramente umano.
Diventa, quindi, imperativo non solo studiare l'effetto della forza di gravità, ma anche comprendere le relazioni strutturali nell'uomo in termini di gravità. In tal modo, l'uomo si rivolgerà alla terra affinché gli dia statura, grazia e versatilità, per essere all'altezza della sua nuova conoscenza.
In breve, la terra è il fattore d'integrazione che gli offre un uso più umano del suo essere.

E' necessario, infine, delimitare l'area definita "umana", oppure si tratta di un sistema aperto?
Esiste un essere umano ed un essere sovrumano, per dirlo con le parole di San Paolo, un uomo naturale ed un uomo spirituale? Oppure, se la coscienza si sta evolvendo, e sembra che ci siano delle prove a sostegno di tale teoria, non sarebbe forse possibile che la nostra concezione di "uomo", e ciò che il termine comporta, subisca un'espansione evolutiva?
Non è probabile che debbano arrivare degli esseri umani molto più evoluti per poter riconoscere la funzione di questo concetto più nuovo, prima che si possa rispondere a tale domanda?

 
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