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Gravità: la sua importanza nella vita di un uomo

Alcune considerazioni diventano ovvie, se torniamo ad una consapevolezza architettonica basilare dei meccanismi coinvolti.
Innanzi tutto, dobbiamo riconoscere la componente schiacciante della gravità e l'importanza del suo ruolo nella vita di un uomo. Questa forza, che ci unisce alla terra, fa parte di noi a tal punto che ne siamo necessariamente inconsapevoli.
Come risultato, acconsentiamo vagamente all'idea che la forza di gravità è importante, che è onnipresente, che essa tira giù un corpo. Tuttavia, la valutazione critica della forza di gravità, quale energia di sostegno e di spinta verso l' alto, nella vita di un uomo, ha ottenuto scarsa considerazione. Di conseguenza, sono stati fatti molti sforzi per sviluppare sistemi di esercizi, ritmi, balli e movimenti, con lo scopo dichiarato di produrre un coordinamento, ma pochi sistemi hanno analizzato il problema della gravità ad esso correlato, oppure il ruolo che svolge nel comportamento fisico.

Il coordinamento del corpo è stato interpretato in molti modi. Effettivamente, esso è la dimostrazione di quanto l'uomo sia legato alla terra. In questa formulazione bisogna porre 1'accento sul concetto di "relazione".
L'uomo è un campo energetico così come la terra ed il suo involucro esterno di forze sono un campo energetico.

La buona qualità dell'esistenza e della funzionalità dell'uomo dipendono da come la gravità rinforza, o disorganizza, il campo che è alla base della sua personalità, psicologica e fisica. Considerata da questo punto di vista, la gravità non solo sostiene l'uomo, ma lo alimenta.

Nel mondo reale, questa energia di sostegno potrà essere fornita soltanto se esistono determinate condizioni.
La forza di gravità agisce come se operasse attraverso una linea verticale e diritta, ad angolo retto rispetto alla terra. Di conseguenza, per trarre profitto da questo flusso, l'uomo dovrà essere organizzato in modo da poter operare come se egli esistesse simmetricamente attorno ad una simile linea di gravità. A causa della sua struttura segmentata, ciò può comportare delle difficoltà.

 

Sotto questo aspetto, un uomo presenta un duplice problema. Vi sono, ovviamente, i segmenti separati e ben definiti della spina dorsale, ossia le vertebre. Queste unità sono state studiate dalle scuole di osteopatia e simili. Tuttavia, nell'esaminare, o nel tentativo di modificare, la relazione che intercorre tra la gravità e l'uomo, non sono le unità più piccole ad offrire la chiave; solo quando si aggregano per formare elementi di peso maggiore come la testa, il torace, la pelvi e le gambe, sembrano avere un significato basilare.
Da diverso tempo ci si era accorti che certi rapporti spaziali sono normali, in un uomo eretto. Il problema era quello di sviluppare una tecnica, mediante la quale essi potessero essere ripristinati, o evocati.
Quindi, in un uomo eretto dovrebbe essere possibile tirare una linea diritta, che attraversa l'orecchio (tagliando in due il meato esterno), la spalla (testa dell'omero), l'osso iliaco (testa del femore), il ginocchio e la caviglia (malleolo esterno).
Se questa idea di una linea unidimensionale venisse ampliata a tre dimensioni, il corpo apparirebbe come un aggregato di blocchi (testa, torace, pelvi, gambe), che bisogna organizzare in modo stabile prima che possa apparire questa linea. L'immagine che ne risulta offre un approccio pratico alla creazione di un uomo più integrato.

 

Poiché la posizione effettiva nello spazio di ognuna di queste unità, rispetto alle unità vicine, è determinata dagli involucri muscolari e fasciali, i blocchi possono essere spostati alterando la lunghezza ed il tono di questi tessuti miofasciali.
Di solito è necessario modificare leggermente la posizione reale, oppure la distribuzione delle fibre muscolari, per poter compiere un cambiamento permanente. Ciò avviene spontaneamente, quando le singole fibre si allungano, oppure quando le guaine fasciali scivolano di nuovo l'una sopra l'altra, invece di restare incollate a qualche guaina adiacente.
Se non avviene un tale cambiamento, il corpo ritorna alla sua impostazione originaria e si ristabiliscono delle restrizioni al libero fluire ed alla comunicazione interpersonale.

La precisione che si può raggiungere in questo allineamento di blocchi diventa di estrema importanza. Da essa dipende l'annullamento delle spinte di gravità, così come il libero fluire di componenti fluidi all'interno del corpo. Se osserviamo le persone viventi, le unità che, con molta probabilità, catturano la nostra attenzione, in quanto seriamente "fuori linea", sono le zone della testa e delle spalle.
"Oh, se solo tenesse la testa diritta!", oppure"Oh, se solo tirasse indietro le spalle!" dice la famiglia.
Tuttavia, queste critiche ben intenzionate non tengono conto del fatto che le teste non possono andare su oppure le spalle non possono andare indietro, nella posizione rilassata di una postura ben articolata, se prima le strutture sottostanti non si relazionano correttamente alla terra ed anche l'una all'altra. Fondamentalmente, ciò evidenzia il modo in cui i piedi toccano il suolo e il modo in cui si rapportano alle ossa della parte inferiore della gamba. Tutto ciò può essere valutato attraverso l'integrità dell'articolazione della caviglia. Le caviglie non possono funzionare bene, se i piedi sono in eversione (cioè se si cammina coi piedi volti in fuori).

 
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