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Un'intervista con Ida Rolf

G. Ritiene che ci sia correlazione fra i "chakra " che sono punti energetici precisi nel corpo, e il Rolflng?
R. Si, credo di si! Esistono nel corpo dei punti energetici precisi, identificabili nelle diverse strutture nervose e nei punti in cui esse si uniscono. Credo sia questo il fondamento della filosofia dei "chakra". Non so altro. Non è campo di mia competenza.

G. In generale, lei accetta favorevolmente il pensiero Hindù?
R. Si, questo popolo visse in un'epoca, in cui si lasciava spazio alla meditazione e alla riflessione. Ma, il loro pensiero, di inestimabile valore, non fu affidato principalmente alla divulgazione attraverso la scrittura.
Mi è stato raccontato che una serie di manoscritti sullo Yoga tantrico, a causa di una invasione barbara, fu nascosta e seppellita sotto una montagna, dove rimase per centinaia di anni. Le loro tradizioni si tramandarono, quindi, solo oralmente.

G. L'hanno attratta maggiormente le tradizioni primitive oppure le arti marziali di questo popolo?
R. Non mi interessano particolarmente le arti marziali. Ritengo che, se una persona vuole approfondire un gran numero di tecniche tra loro diverse, non se ne impadronisce di nessuna completamente. Penso che non possa funzionare, in quanto non si è portata una particolare tradizione alla sua logica conclusione.

G. Dopo le dieci sedute standard può una persona essere rolfata nuovamente? Raccomanda ai suoi pazienti di com pletare le dieci sedute o consiglierebbe altro?
R. Non si devono ripetere le dieci sedute, poiché si andrà incontro a qualcosa di straordinario, che si rivela subito dopo avere terminato le dieci sedute iniziali: un corpo nuovo con problemi nuovi, che il Rolfer esperto sarà in grado di individuare e risolvere.

G. Ha forse una line il processo di Integrazione Strutturale?

R. Non credo si possa parlare di una fine di Integrazione Strutturale.
Terminano le sedute, quello si, ma solo quando l'individuo avrà raggiunto una completa armonia con se stesso e con il suo ambiente, si potrà considerare la parola fine!

G. Esistono pazienti che dovrebbero essere rolfati?
Quali sono i motivi che vi spingono a ritenere un paziente non adatto al trattamento? Suppongo che esistano casi, per i quali il trattamento debba venire evitato attentamente.
R. Si, esistono dei soggetti a rischio. Sono le persone sospettate di avere il cancro, che noi evitiamo di trattare per il timore di complicazioni legali. Non credo, comunque, che si sentirebbero meglio; ammesso che esista un Rolfer coraggioso disposto a lavorare sui loro corpi. Dobbiamo anche prendere in considerazione quelli, che sono gli aspetti legati alla cultura occidentale moderna.

G. Se il paziente soffrisse di una grave lordosi o di una forma artritica?
R. Abbiamo creato la nostra fortuna proprio su questi problemi fisici!
L'insegnante di musica aveva un'amica, che aveva già consultato ben 17 dottori senza riuscire ad ottenere alcun risultato soddisfacente. Venne da me e la guarii. A sua volta, mi mandò una serie di amiche con dei problemi e così via. Lei sa come vanno a finire queste cose.

G. Fu un successo dopo l'altro?
R. Uno dopo l'altro. Avevamo la chiave per aprire una porta, che nessun altro aveva e le porte che si aprirono furono tante; così il nostro lavoro aumentò ogni giorno di più.

G. Avremo una schiera di Rolfers sempre più nutrita?
R. Non ho dubbi. Abbiamo molte iscrizioni, tante da costruire tre ulteriori corsi di base.

G. Si occuperà lei stessa di questi corsi?
R. No, sono gli insegnanti Rolflng più giovani che lo fanno. Mi occupo dei corsi avanzati, che vengono costituiti due o tre volte l'anno a Boulder, in Colorado.

G. Quanti Rolfers addestrate ogni anno?
R. Il numero oscilla di solito dai 20 ai 30. Preferisco contenere il numero degli iscritti per timore di affollare i corsi. Credo sia molto più importante averne pochi ben addestrati, che tanti mal preparati.

G. Una volta terminato il corso di base, può un Rolfer considerarsi completo sotto ogni punto di vista?
R. No! Lo diventa solo nel tempo, acquisendo esperienza per almeno 5 anni; anche se nel frattempo il Rolfer comincia a lavorare. Una volta terminato il Corso do Base, potrà iniziare a fare pratica partendo dagli amici più stretti, per poi allargarsi. Durante questo periodo di lavoro, si renderà comunque molto utile alla Società.
Se, in passato, mi preoccupava il fatto che molti dei giovani Rolfers potessero terminare il Corso, senza un'adeguata preparazione, ora sono più incline a pensare che l'importante non è tanto la preparazione teorico-pratica, quanto invece la diffusione delle teorie Rolflng all'interno della Società, attraverso il loro lavoro. In questo modo, contribuiscono al miglioramento della Società, in quanto sono fermamente convinta che, con una mancanza ditali teorie, nessun individuo avrebbe miglior vita.
Così, da allora dormo sonni tranquilli!

 
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