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Un'intervista con Ida Rolf

G. Quando ha iniziato a discostarsi dal semplice ambito della Chimica?
R. Fui spinta da circostanze esterne. Mio padre, prima di morire, rimase a lungo ammalato. Si occupava di edilizia e qualcuno doveva pure occuparsi degli affari di famiglia: così lasciai la Chimica per sistemare le mie questioni personali.

G. Come si avvicinò all'idea di Integrazione Strutturale?
R. Non lo so, ma ricordo di avere riflettuto a lungo su cosa sarebbe accaduto al comportamento umano, se si fosse modificata la Chimica, mentre viaggiavo su un treno per l'Europa. La prima modalità per modificare la Chimica doveva essere proprio modificare la Fisica.
Questo ricordo, e non so da dove ha avuto origine questa idea, fu solo un puro caso.

G. Ha studiato dunque in Europa?
R. Si, ho studiato in Europa, ma non le mie prime nozioni di base. Quelle le ho ricevute in America. Verso la fine degli anni '30, ero solita visitare settimanalmente un gruppo Yoga a Nyack, New York. L'insegnante si chiamava Pierre Bernard e diffondeva pensieri filosofici accettati completamente oggi, ma quasi sconosciuti all'epoca. Americano, di origine irlandese, Bernard era un insegnante di Yoga tantrico. Credo che tutta la sua famiglia praticasse il tantra. Ad ogni modo, egli fu allevato per essere tale e, quando raggiunse l'età adulta, si dedicò completamente all'insegnamento dello Yoga tantrico.

G. Esiste qualche connessione fra la filosofia tantrica e alcuni concetti relativi all'Integrazione Strutturale?
R. Certamente. La maggior parte delle idee moderne appartengono ad una genuina ed incontaminata filosofia tantrica, rapportata alla società americana contemporanea. Anche il concetto che "mente e corpo costituiscano un'unica entità" è tantrico e non deriva certamente dalla medicina occidentale.

G. Quali tradizioni l'hanno influenzata inizialmente?
R. In passato mi dedicai alla musica, ma questo è un capitolo chiuso. Mia madre sperava diventassi una concertista, ma questa non era la mia massima aspirazione. Ho cresciuto due figli e poi mi sono sempre dedicata alla mia famiglia.

G. Crede che avrebbe ottenuto maggiori vantaggi se si fosse laureata in Medicina?
R. Certo, avrei potuto, ma non lo feci. Diventai, invece, biochimica, perché mi proposero di lavorare all'Istituto Rockefeller. Francamente, devo ammettere che la scelta fu dettata dalla maggiore facilit° di conseguimento della laurea. Non serve ricordare che eravamo in guerra mondiale ed erano tempi estremamente difficili.
Questi furono i motivi della mia scelta.

G. Chi fu il suo primo paziente?
R. Una insegnante di musica. Una sera venne a trovarmi una mia conoscente. Mi parlò della sorella Ethel, insegnante di musica, e sul metodo da lei utilizzato e sulle diverse modalità di insegnamento. Avevo sempre desiderato che i miei due figli ricevessero un'educazione musicale; così le domandai se era possibile avere delle lezioni.
"Purtroppo no" mi rispose, "Ethel non impartisce più lezioni di piano. A causa di una brutta caduta non ha più l'uso della mano e del braccio destro e ha problemi anche con la sinistra. Non riesce più a pettinarsi, a lavare i piatti; non riesce più a far nulla!"
Le dissi di farla venire da me, così che le avrei dato un'occhiata. Quando venne, vidi ciò che mi aspettavo di trovare: la struttura del braccio e della mano destra era stata completamente spostata e disorganizzata. Dopo qualche seduta, sia il braccio che la mano riconquistarono la funzionalità perduta. Cosi Ethel poté finalmente riprendere ad insegnare musica, pettinarsi e lavare i piatti.
Da allora, il mio lavoro è stato di mettere ordine dove esiste disordine!

G. Cosa l'ha spinta a pensare che avrebbe potuto fare qualcosa per Ethel? Perché, da quel momento in poi, lei non poteva più considerarsi una biochimica, ma una persona che ragionava in termini di anatomia e di struttura? Ha forse studiato anatomia e sviluppato il concetto di cambiamento strutturale?
R. Le svelerò un segreto, ma lo conservi per sé! Nella mia vita non ho mai studiato anatomia! Solo curando Ethel mi resi conto che, quando un segmento del corpo è fuori posto, anche tutti gli altri lo sono.
Così pensai che, se avessi ottenuto il loro allineamento, ne avrei ottenuto anche la completa funzionalità.

G. La funzionalità del braccio e della mano destra dell'in segnante di musica fu ottenuta nell'arco di una sola seduta?
R. No, di certo! I trattamenti durarono circa tre mesi e si interruppero poco dopo il suo arruolamento in un Corpo militare femminile; così anche le lezioni di musica dei miei figli ebbero termine.

 
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