Dentro il cranio, delle membrane molto consistenti determinano la suddivisione degli spazi e delle pressioni interne, con un gioco di tensioni che si equilibrano, come in una tenda da campeggio o in un pallone pressostatico.
Questo criterio di equilibrio è comune in tutto il corpo, ma si amplifica nel cranio e dentro la colonna vertebrale, che sono sistemi chiusi e rispondono ai principi di idrostatica. Ogni perturbazione di questo sistema si ripercuote immediatamente sul drenaggio dei fluidi e sulla pressione interna del sistema.
Ida Rolf - che nel suo libro elogia il metodo Bates - ha sottolineato l'importanza dello sfenoide, "complicato osso a forma di farfalia", come lei lo definiva, posto al centro della testa. Lo considerava la "chiave di volta" dell'intero corpo umano.
Si articola con tutte le ossa craniche e con cinque ossa dei viso; partecipa alla formazione delle cavità orbitali - sia con le grandi sia con le piccole ali - e fornisce un'inserzione a ben 11 paia di muscoli, fra cui i muscoli oculari. Tutte le asimmetrie dell'organismo sottostante si riflettono su di esso: gioca, quindi, un ruolo fondamentale nella posizione e nella funzionalità dei globi oculari. Il nervo ottico e l'arteria oculare attraversano lo sfenoide, via il forame ottico.
Lo Sfenoide - proiezione anteriore e posteriore.
E' facile immaginare come ogni minimo spostamento nei tre piani dello spazio di questo "osso complicato" coinvolga tutte le strutture adiacenti, le loro connessioni, le loro funzioni.
Se si osserva il viso di una persona, si nota che gli occhi sono quasi sempre in posizione asimmetrica l'uno rispetto all'altro: possono essere così fin dalla nascita, perché durante il parto il piccolo cranio riceve spinte non omogenee. Ovviamente anche l'impegno visivo sarà poi leggermente diverso.
Una testa cronicamente inclinata per compensare una struttura mai bilanciata nello spazio (sui banchi di scuola, davanti alla televisione o al computer) è una delle premesse per perdere acutezza visiva.
Ida Rolf, dopo avere trattato tutte le fasce sottostanti, ha previsto un trattamento profondo della testa nella settima seduta dei ciclo di Rolfing. Viene lavorata "dentro e fuori": non solo le fasce dei viso e della calotta cranica, ma anche quelle della bocca e del naso.
La connessione della rete mio-fasciale è tale che soltanto un trattamento globale permette di ripristinare una situazione di completo equilibrio sia a livello dei capo, sia nei segmenti sottostanti. Togliere tensioni ed elasticizzare le fasce craniche si traduce anche, come già detto, in un miglioramento del trofismo locale e in una migliore funzionalità degli organi di senso.
Il Rolfing, letteralmente e fisicamente, può "spianare la strada" ad altre metodiche, come il metodo Bates, che trovano dei tessuti più elastici e più pronti a reagire positivamente e fruiscono di una propriocezione attivata da un lavoro strutturale profondo.
Maggiori informazioni sul metodo Bates nel sito
BUENA VISTA www.metodobates.it