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Gli occhi: Rolfing e metodo Bates

Il movimento corretto non è fine a se stesso, ma è presupposto di un benessere generale: è il fattore necessario per indurre un'efficace circolazione dei liquidi, premessa di una funzione fisiologica ottimale anche a livello di scambio cellulare.

Nel momento in cui diventiamo consapevoli che facciamo sforzi eccessivi, inutili e dannosi anche nei più piccoli gesti, possiamo trovare la strada per lasciarci andare in gravità: usare, nella vita quotidiana, le forze universali in cui siamo inscritti e che ci trascendono, non è solo una visione mistica, ma anche un salutare principio di bio-meccanica.

Nel suo libro "Rolfing® - Integrazione della struttura umana" (edito in Italia da Mediterranee) la dr. Ida Rolf, fondatrice dei metodo, ha descritto come, grazie alla rete delle fasce (tessuto di connessione e di rivestimento di tutte le unità corporee) e alle proprietà fisiche del collagene, di cui questo tessuto è composto, i Rolfers® sono in grado di impilare un segmento corporeo sopra l'altro: il bacino sopra le gambe, il torace sul bacino e il collo e la testa in cima. Con ciò si migliora la verticalità dell'unità bipolare in cui ogni corpo umano vivente consiste, ma anche la trasmissione degli impulsi elettrici attuata dal tessuto nervoso, che non trova "strozzature".

Il fulcro dell'equilibrio meccanico della testa è l'articolazione atlanto-occipitale, in cui i due condili dell'occipite sono stati progettati per scivolare dolcemente sui corrispondenti condili dell'atlante.
La testa ha anche un perno intorno al quale ruotare: si tratta del "dente" della seconda vertebra cervicale. Quando si usa correttamente questo supporto, i movimenti dei capo sono ampi e sciolti.

Il collo, come ogni altra parte dei corpo, racconta tutta la storia dell'individuo: affinché sia in equilibrio, bisogna cancellare gli squilibri e le compensazíoni sottostanti.
Esso è particolarmente soggetto a flessìoni sbilanciate.

In realtà è bersaglio di molti stati emotivi; il cercare di controllare una situazione in cui ci sentiamo messi alla prova - ad esempio per un lavoro difficile, o che dobbiamo fare in fretta - si attua spesso tramite tutta una serie di irrigidimenti: respiriamo in modo alterato, perdiamo il senso dei "peso in gravità" e cominciamo a contrarre i muscoli di spalle, collo e nuca.

Non solo l'apposito supporto della testa non può più essere usato al meglio, ma le tensioni messe in atto possono pregiudicare anche la circolazione dei fluidi tra la testa e il tronco: una contrattura dei muscoli cervicali può compromettere, per esempio, il libero flusso sanguigno dell'arteria vertebrale e creare una compressione dei nervo sub-occipìtale, scatenando un mal di testa.

Si tende a pensare alla scatola cranica semplicemente come a un'unità ossea "dura come un sasso"; è invece un complesso aggregato di segmenti ossei - alcuni molto leggeri - che s'intersecano tra loro con sofisticate interdigitazioni, parecchio più complicate di quelle di un puzzle. Per lungo tempo considerate come fuse insieme nell'età adulta, in realtà le suture craniche godono di un'elasticità intrinseca che permette un adattamento costante agli stimoli cui il cranio è sottoposto. Tutte le funzioni fisiologiche (respirazione, masticazione, percezione) richiedono un adattamento anche a livello cefalico.

L'esistenza di tante piccole ossa, come nell'orbita oculare, crea una complessità di spinte che si adattano al meglio alle molteplici necessità di accomodamento a traumi fisici ed emotivi, ma i rapporti tra loro possono anche subire alterazioni con conseguenze negative per i sistemi connessi.

 
Fondazione di Ricerca Ida P. Rolf
Fondazione di ricerca interdisciplinare dedicata alla fondatrice del metodo Rolfing
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