di Miita Mazzali Fulgenzi
certified advanced Rolfer®
Rolf Movement Practitioner
Saper guardare dai piedi, oppure scrivere, o suonare, dai glutei.
Queste espressioni paradossali danno il senso di un'integrazione strutturale Rolfing perfettamente riuscita.
Integrare una struttura, come si fa con il Rolfing, significa creare una relazione appropriata tra i vari segmenti corporei e il campo gravitazionale terrestre. Ogni segmento ben posizionato può scaricare il suo peso su quello sottostante e cosi via, fino ai punto d'appoggio: fino ai piedi, precisamente, se siamo in posizione eretta; fino ai glutei, se siamo seduti.
Solo permettendo a ogni segmento di "riposare" sopra il successivo, si può ottenere un movimento fluido che si propaga nei vari distretti senza soluzione di continuità, fino alla base d'appoggio, per l'appunto.
Il benessere dell'individuo si manifesta tramite questa relazione corretta con il campo energetico terrestre.
Inserire la vista, lo sguardo, in questa visione olistica è scopo comune sia del Rolfing sia del metodo Bates. Quest'ultimo parte da una sofisticata specificità di trattamento della zona oculare per allentare tensioni che arrivano, o partono da molto lontano; il Rolfing tratta tutte le fasce corporee per ottenere un riequilibrio dell'organismo intero, presupposto anche di una vista migliore.
Dal libro "Rolfing®", foto di un bimbo prima e dopo la settima seduta
Si noti il drastico cambiamento dello sguardo.
I due metodi sono completi di per sé, ma possono integrarsi e potenziarsi l'un l'altro.
Dal punto di vista dell'integrazione strutturale, quando usiamo gli occhi, come qualunque altra componente corporea, possiamo contemporaneamente "abbandonare il loro peso in gravità": le tensioni inutili se ne vanno e lo sguardo diventa più rilassato.
Come un filo d'erba, il corpo umano può essere ben radicato a terra ed essere anche in grado di fluttuare armoniosamente nello spazio, quando è richiesto movimento.