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Lenire il trauma psichico

Ogni evento viene "letto” a tutti e tre i livelli, ogni input sensoriale viene recepito all'interno di un complesso sistema di reti neuronali e viene trasmesso pressoché a tutto il cervello.

  • A livello del cervello rettiliano il ponte ed il midollo saranno attivati dal pericolo, trasmetteranno a tutto il corpo lo stato d'allarme, contribuendo a quelle reazioni somatiche date dalla risposta d'allarme: attivazione muscolare; richiamo di sangue dal circolo ematico di superficie agli organi interni, contrazione dei muscoli e accelerazione del battito cardiaco.
  • A livello del cervello limbico, le corrispondenti emozioni presenti saranno paura, angoscia, ansia e si esprimeranno in un’attivazione emotiva.
  • A livello della parte corticale del cervello, il soggetto cercherà delle vie di scampo, orientandosi per cercare una via di fuga o per attivarsi ed entrare in una modalità di lotta, e cercherà di razionalizzare l'evento, dando un significato a ciò che sta avvenendo.

 

Di fronte al pericolo saranno messe in atto le reazioni di "fly or fight": fuggi o combatti.
Il centro primario di questo stato d'allarme è l'amigdala, che fa parte del sistema limbico.
L'amigdala funge da "smoke detector" (rivelatore di fumo) e valuta quando le informazioni sensoriali sono una minaccia. Questo centro, determinante per l'evitamento istintivo dei pericoli, si "setta" (si programma) per ricordare particolari suoni, odori, sensazioni fisiche, ecc... come pericolose.

Le attuali ricerche procedono nel tentare di decondizionare l'amigdala.
La sfida è, dunque, di trovare delle tecniche che, raggiungendo le parti più profonde del nostro cervello, possano risolvere il trauma senza ricrearlo nuovamente.
Quando un organismo percepisce una minaccia, attiva delle sequenze fisiologiche prefissate, che sono espressione di una risposta di lotta, di fuga o di paralisi. Queste semplici sequenze sono riflessi involontari, la cui origine è localizzata nel midollo allungato.
Come esseri umani, noi possiamo inibire le nostre emozioni, come la rabbia o l'irritazione, o possiamo ignorare la nostra sensazione di rabbia, anche se gli appropriati processi fisiologici associati a questo stato continuano, cioè un aumento della pressione sanguigna, la secrezione di saliva e la contrazione dei muscoli dello stomaco. Quest’inibizione viene denominata "top-down processing”: processo dall'alto in basso.
Le psicoterapie tradizionali utilizzano tecniche "top-down” per gestire le emozioni e sensazioni distruttive.
Il "top-down processing” si focalizza sull'inibire anziché sul "processare” le sensazioni ed emozioni spiacevoli.
E' necessario dunque che le tecniche che si applicano per la risoluzione del trauma siano in grado di procedere dal basso verso l'alto e non viceversa
Queste dovrebbero procedere dall'inconscio al conscio, dalle zone sottocorticali al corticale.


Figura 2

 

Uno dei neuroscienziati più illustri, Bessel Van der Kolk, si è particolarmente interessato al lavoro di alcuni psicoterapeuti corporei, come Pat Odgen, creatore del trattamento chiamato "Sensorimotor Psychotherapy" (Psicoterapia Sensomotoria) e Peter Levine, membro del Rolf Institute e fondatore del "Somatic Experiencing" (Sperimentare il Somatico).

 
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