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Arti marziali

Si parla in un altro articolo (“per i giovani: ottimizzare le prestazioni sportive) dei benefici che il Rolfing può dare agli atleti e agli sportivi in genere: perché, allora, citare in particolare le Arti Marziali?
Perché ci sono dei principi di fondo in comune con il Rolfing: uno è il senso del peso in gravità, l’altro è l’orientamento del gesto nello spazio.

L’antico guerriero, il samurai, nel momento in cui scendeva in campo, metteva in gioco la propria vita: in un’era in cui armi sofisticate possono sterminare esseri umani a grandi distanze, si può perdere di vista questo punto essenziale.

Il combattente, per sopravvivere, doveva sconfiggere, ancor prima del nemico, le proprie paure, che rischiavano di paralizzarlo.
Una volta imparato a controllare queste, per salvare la pelle doveva anche poter utilizzare tutte le proprie risorse al meglio.

Essere fisicamente forti non è di nessuna utilità, se la paura di non farcela o il terrore di morire irrigidiscono i gesti o, peggio, immobilizzano, come succede talvolta anche tra gli animali.
Per dominare le tensioni sono nate le tecniche di concentrazione dinamica: il Tai Chi Chuan, gli esercizi del Qi Kung, o di altre tecniche, il cui scopo è di imparare a percepire la propria energia, la propria presenza fisica nello spazio, per concentrarsi nel “qui ed ora”, liberando la mente dai fantasmi emozionali che condizionano l’agire.

Inoltre, per essere veramente efficaci, i guerrieri che praticavano l’arte del combattimento, avevano capito che dovevano “radicarsi a terra”: attraverso l’ascolto di ciò che rendeva più efficiente ed efficace il loro organismo, ottimizzavano i movimenti, seguendo i principi canonizzati secoli dopo dalle leggi della bio-meccanica.

Se le paure hanno creato rigidità muscolari in coloro che "combattono una dura battaglia quotidiana", con il Rolfing si possono togliere e si può acquisire consapevolezza su come lasciare andare ogni tensione prima di agire, eliminando così gli effetti di quelle paure che sono rimaste inscritte nel corpo.

Acquisire il senso del peso che scende a terra permette di affrancare da tensioni il movimento nello spazio degli arti superiori e inferiori; si può sentire la terra che dà sostegno e i gesti che si possono estendere - verso l’infinito – e che dall’infinito prendono energia.
Alcuni esperti maestri di arti marziali dimostrano tutto ciò stendendo un braccio davanti a loro: neanche molti giovani praticanti, tutti insieme, riescono a piegarlo.

C’è una spiegazione: anche dal punto di vista dell’organizzazione neuro-muscolare, questo loro movimento è diverso. La strada da percorrere per arrivare a ciò si può imparare, anche al di fuori delle arti marziali.

Il Rolfing attiva il senso di sé nello spazio e, allineando meglio la struttura corporea, permette alla forza di gravità di agire come forza costruttiva e non disgregante; permette di acquisire il senso dello spazio nella propria gestualità, di essere più presenti a sé e al mondo circostante.

Da questo punto di vista, la filosofia del Rolfing è quanto di più “orientale” ci sia tra le tecniche occidentali e realizza in modo razionale ciò che gli antichi samurai avevano intuito e messo in pratica.

 
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