Testimonianza
di Giuseppe Grasso
Ho iniziato a giocare a basket ad alti livelli all'età di sedici anni. L'incompetenza del medico della mia società sportiva fece sì che una banale lombo-sciatalgia degenerasse in ernia discale. Dopo aver trascorso tre mesi a letto e aver subito un'operazione nel marzo del 1993, continuavo ad avere insopportabili fitte nella zona lombare, lungo la natica e la gamba sinistra. La fisioterapia "tradizionale" non dava alcun effetto sicché, all'inizio dell'estate, mi rivolsi al Rolfing®.
Conoscevo la Rolfer®, ma non sapevo nulla del metodo: avevo solo una gran voglia di liberarmi dal dolore e tornare a giocare a basket. Potrei dilungarmi sui benefici fisici che ho ricevuto dalle dieci sedute di Rolfing; potrei parlare del mutamento del mio aspetto esteriore; potrei parlare di un corpo rigido scioltosi sotto le mani della Rolfer o del mio ritorno all'attività agonistica, ma preferisco soffermarmi sulla natura psico-spirituale di questa esperienza. Durante le sedute ogni fascia muscolare veniva sollecitata e io sentivo di acquistare una nuova modalità di presenza nello spazio. Mentre le mani, i gomiti, le nocche della Rolfer® stiravano i miei muscoli, mentre mi veniva chiesto di collaborare attivamente alla manipolazione, avevo la percezione di possedere interamente il mio corpo, che diventava progressivamente più slanciato e armonioso. Avendo cominciato a sentire la necessità di capire ciò che mi stava accadendo, nel corso delle sedute dialogavo costantemente con la terapista. Ho iniziato, poi, a interessarmi anche di ginnastica posturale, di tecniche di rilassamento corporeo e di tutte quelle concezioni che guardano al corpo come a una struttura organica. Una delle cose che più mi affascina del Rolfing è l'assunto di base per cui l'alterazione di un solo elemento della struttura corporea provoca una disarmonia: una teoria molto vicina ad alcune concezioni orientali, ma al tempo stesso saldamente ancorata al razionalismo e alla scientificità della medicina occidentale. L'intervento della Rolfer non si è limitato alla "cura" della mia specifica patologia, ma alla ristrutturazione profonda del mio corpo.
Oltre ad essere una terapia molto efficace, il Rolfing è stato per me un entusiasmante viaggio alla riscoperta del mio corpo. Se oggi mi fermo a pensare a quei mesi, potrei dire di essermi sentito come Ulisse, di aver solcato nuovi mari sotto un sole sempre più forte e luminoso: all'orizzonte Itaca era la matura e piena percezione del mio essere-nel-mondo, il saldarsi di somatico e psichico.