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La musica e i problemi dei musicisti

Intervista con Elmar Abram, autore del metodo HEFA

D.: "Come sei arrivato al Rolfing?"
R.: "Ho studiato musica sacra al conservatorio di Bolzano e più tardi anche chitarra. Suonando sono insorti molti problemi. La cosa che da studente mi frustrava di più era che avevo, anche a detta dei miei insegnanti, uno spiccato senso della musicalità, però non riuscivo a trasmettere ciò che sentivo allo strumento.
Avevo delle tensioni, delle rigidità, che non riuscivo ad eliminare e che mi impedivano un'esecuzione fluida. Continuando ad esercitarmi si sono instaurate delle infiammazioni tendinee e muscolari, dolorosissime. Ho provato molte terapie, per tanto tempo, ma non ho trovato rimedio. Alla fine mi sono dovuto arrendere e ho smesso di suonare per sei anni.
Per caso ho poi incontrato un pianista che finalmente capiva qualcosa di questo problema. Un giorno mi portò il libro della dott.sa Ida Rolf. Questo per me fu un colpo di fulmine. Di conseguenza mi sono sottoposto al trattamento Rolfing e finalmente ho cominciato a recuperare la voglia di fare musica. Non solo mi sono lasciato alle spalle le tendiniti ma ho anche iniziato a capire la causa dei miei tormenti. Così sono diventato Rolfer e non ho mai smesso di dedicarmi a questo problema, di esperimentare sui vari strumenti. Quest'anno ho ripreso a suonare regolarmente il pianoforte e mi diverto un mondo."

D.: "Quali sono i problemi che più frequentemente affliggono chi fa musica?"
R.: "Infiammazioni di tutti i tipi alle braccia e alle mani come nel mio caso; nevriti, dolori alle spalle e al collo. Mal di schiena."

D.: "Che tipo di aiuto riesci a dare ad un musicista?"
R.: "La mia precedente sfortunata situazione e il superamento di essa mi ha messo in grado di capire a fondo il problema. Oltre a lavorare come gli altri Rolfers per eliminare le rigidità mio-fasciali che sfociano poi nel problema acuto, sono in grado di accompagnare in modo molto specifico chi fa musica verso un'esecuzione libera, dove tra l'immagine musicale dell'esecutore ed i suoni che escono dallo strumento non vi è ostacolo. Se si rimane sciolti, morbidi e non si irrigidiscono le articolazioni, è come se si aprisse un canale che fa passare l'impulso direttamente allo strumento.
Riuscire a suonare senza tensioni, con movimenti fluidi ed economici, cambia il suono in modo straordinario: diventa caldo, intenso."

D.: "Ma, in pratica, cos'è un movimento fluido ed economico?"
R.: "Un movimento è fluido quando non incontra né ostacoli né interruzioni lungo il suo percorso. Ciò avviene quando le articolazioni non sono bloccate o irrigidite dal lavoro eccessivo dei muscoli e quando l'esecuzione del movimento stesso non supera di gran lunga (come succede normalmente) quel poco di forza che è sufficiente. Quasi sempre il musicista ha la convinzione invincibile, ma sbagliata, che la quantità di forza che impiega per l'esecuzione di un certo movimento sia già minima; se prova a eseguire con meno forza ha la strana sensazione di perdere il totale controllo sul movimento. Al contrario è proprio in quel momento che comincia ad uscire dallo strumento la musica immaginata."

D.: "Come insegni questo tipo di movimento economico e fluido? "
R.: "Beh, questo è un concetto fondamentale del Rolfing. In poche parole: il musicista impara prima a percepire il proprio peso (braccia, spalle, polso ecc...) e a lasciarlo riposare sull'appoggio, o a lasciarlo pendere dall'appoggio, poi impara a muoversi dal punto d'appoggio.
Del resto questo è la messa in pratica di una regola importante del Rolfing, cioè che ogni movimento inizia non con una contrazione ma con una decontrazione (o rilassamento)."

D.: "Ma un musicista cosa dovrebbe fare, attraversare tutta l'Italia per farsi rolfare da tè?"
R.: "Non è necessario che venga a farsi le sedute da me. I colleghi sono benissimo in grado di aiutare i musicisti entro le possibilità d'intervento del Rolfing.
E' chiaro che io do un indirizzo specifico alle sedute a seconda della problematica specifica, spesso molto complessa. Però i musicisti possono benissimo ricorrere a me successivamente, per mettere a punto la tecnica specifica con lo strumento. Nel corso degli anni ho lavorato con musicisti di tastiera, fiato, archi e percussione."

D.: "Un consiglio per i musicisti?"
R.: "Musicisti di tutto il mondo: DIVERTITEVI!!!"

 
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