di Alfredo Cerra
certified Rolfer®
Il piede piatto
Si parla di piede piatto quando l'altezza della volta plantare è stabilmente diminuita.
All'osservazione esterna si nota diminuzione e/o annullamento dell'altezza della volta plantare e il calcagno - visto da dietro - è in atteggiamento di valgismo, con protrusione mediale dell'astragalo e dello scafoide.
La principale struttura biomeccanica è costituita dalla volta plantare.
La volta plantare di un piede può essere paragonata ad una mezza cupola: accostando i piedi, si forma una cupola alla base del nostro appoggio.
La caratteristica architettonica della cupola è che, ferma e sotto carico, diventa più solida ma…l'uomo si muove!!
Come illustrato nella pagina successiva, gli elementi che assicurano il mantenimento della volta plantare sono:
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1.
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I muscoli, sia intrinseci sia estrinseci, che contribuiscono alla costituzione della volta.
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La forma delle ossa, che attraverso i loro incastri reciproci non permettono variazioni della forma.
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3.
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I legamenti e la tenuta delle capsule articolari.
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L'alterazione di uno degli elementi citati può provocare delle alterazioni della forma, anche se gli altri due sono normali.
Le malformazioni del piede piatto possono essere sia congenite che acquisite: congenite se derivanti da malformazioni dei tessuti molli (legamenti e muscoli) o da malformazioni scheletriche. Acquisite se derivano da traumi; da obesità tali che il peso non riesce ad essere sostenuto dalle strutture muscolo-legamentose; da distrofie; da patologie a carico delle anche o del ginocchio; da paralisi, ecc..
Per i bambini sino a 2/3 anni è fisiologico, specie in quelli soprappeso, trovarsi di fronte alla condizione di piede piatto. Di solito la regressione avviene spontaneamente con la crescita; se il fenomeno persiste dopo i 4/5 anni è necessario far visitare il bimbo da un ortopedico.
PUO' IL ROLFING AIUTARE, ANCHE IN ETA' ADULTA, LE PERSONE CHE SOFFRONO DI PIEDE PIATTO?
Se la condizione generale del soggetto non è troppo compromessa la risposta è: sì.
COME?
Attraverso un riallineamento verticale di tutto il corpo cambierà la risposta dei meccanorecettori presenti nei piedi, conseguentemente cambieranno la distribuzione e la direzione del peso della persona. Con manovre opportune, proprie del Rolfing, si cercherà di far aumentare la volta plantare.
La persona che si sottopone al Rolfing dovrà collaborare attivamente con il proprio Rolfer, con esercizi mirati da continuare nel tempo.
Durante le sedute di Rolfing sentirete parlare di bilanciamento; cosa intendiamo?
Per i Rolfers bilanciamento vuol dire organizzazione, per cui ogni elemento è parte del tutto. In un corpo bilanciato, l'arco interno poggia su quello esterno (vedi l'esempio della cupola), anche se il peso maggiore è sostenuto dall'arco interno.
In caso di piede piatto, il Rolfer cercherà per prima cosa il consolidamento dell'arco esterno sul quale poggerà i "mattoni", uno per volta, sino ad arrivare a completare la costruzione della "cupola".
Il piede cavo
All'osservazione esterna si nota, per il piede cavo, un aumento della concavità della volta plantare e il calcagno - visto da dietro - è in atteggiamento di varismo.
Questa situazione ha in genere conseguenze meno fastidiose del piede piatto, ma si accompagna spesso a una rigidità diffusa, non solo del del piede in sé, ma anche della colonna vertebrale nell'insieme.
In questo caso le sedute di Rolfing danno immediatamente più elasticità - sia a livello locale, che in tutto l'organismo - e portano a un senso di stabilità maggiore.
Da un punto di vista più ampio, il portatore di piede cavo ha una minore sensazione di stare "con i piedi per terra", anche se spesso se ne rende conto soltanto dopo il trattamento, quando è in grado di percepire la differenza.
Non solo dopo le sedute nei piedi si formeranno meno calli e meno duroni, ma la qualità di tutto il movimento, piedi compresi, sarà decisamente migliore: più sciolta ed elastica.
Per maggiori informazioni sulla struttura del piede, vedi pagina successiva.