La scapola scivolata esternamente (lato del gibbo, cioè della convessità) avrà dei tessuti affastellati tra loro nel margine esterno; a tutti serve definizione e scioltezza di movimento................ (foto 16), ................. (foto 17). Dove la scapola è spostata lateralmente, nella parte anteriore troveremo anche l'omero spinto in avanti, ed i tessuti tra questo e la clavicola a loro volta addensati: tutto va aiutato a recuperare spazio e definizione.

8) Per aiutare
la griglia costale: come già descritto al punto 5),
nel lato più aperto (lato del gibbo, della convessità) .................
Dall'altro lato ................. (foto 18).
9) Psoas e visceri, che sono l'obbiettivo della quinta seduta della recipe, a mio parere vanno trattati prima, magari anche solo con qualche manovra di adeguamento al lavoro fatto nell'arco della seduta. Attivare lo psoas crea connessione: in chi ha scoliosi, lo ripeto, è molto importante. I visceri possono risentire negativamente degli spostamenti avvenuti nel resto del corpo se non sono accompagnati in posizione più adeguata: i legamenti che li sostengono sono sottoposti a tensioni.
10) Cervicali. Come accennato in precedenza, in chi ha scoliosi troveremo sempre una curva di compenso nel collo. Necessariamente anche questa parte va accompagnata a un nuovo assetto a fine seduta. Il lato dove l'articolazione atlanto-occipitale tende ad avere poco spazio è un'area che, se trascurata, negli anni può essere causa di vertigini e dolori in genere. Bisogna assicurarsi che recuperi spazio e abbia libertà di movimento.
11) A.T.M. e cranio. La Dr. Ida Rolf ci ha insegnato che lo sfenoide è la chiave di volta del corpo umano. A maggior ragione nelle scoliosi lo sfenoide risponde alle asimmetrie sottostanti. La materia è molto complessa, per questo è importante frequentare workshops sul cranio e lavorare in modo specifico.
Qualche parola a proposito del muscolo temporale: come tutti i muscoli a ventaglio (deltoide, piccolo e medio gluteo...) le sue fibre possono agire in modo molto differenziato, seguendo linee di forza e di movimento completamente diverse. Si arriva al paradosso che le fibre anteriori possono essere antagoniste di quelle posteriori (o viceversa), inibendone persino il movimento: praticamente il muscolo deve lavorare contro se stesso. Questo accade più facilmente in chi ha la scoliosi: le due metà del corpo sono asimmetriche e anche il temporale lavora in modo asimmetrico nei due lati. Allentare le sue fibre più contratte significa allentare tensioni nell'A.T.M., facilitare il movimento delle suture craniche e portare ad una maggiore simmetria .................
Bibliografia:
Dr Ida Rolf: "Rolfing and physical reality", Healing Arts Press, 1990
Dr. Ida Rolf: "Rolfing", Harper&Row, 1978
Marcel Bienfait: "Fisiologia della terapia manuale", Editore Marrapese, 1990
Marcel Bienfait: "Scoliosi e terapia manuale", Editore Marrapese, 1990
Léopold Busquet: "Le catene muscolari", vol. I,II,III,IV, Marrapese, 1992
I.A. Kapandji: "Fisiologia articolare", Marrapese, 1983
Jeffrey Maitland: "The art of Rolfing®", distribuito nell'advanced training a Roma, 1996
A. Mancini, C. Morlacchi: "Clinica ortopedica", Piccin, 1977
Patrick Michaud: "L'esame morfologico in ginnastica analitica", Marrapese, 1989
René Perdriolle: "La scoliosi", Ghedini Editore, 1982 Vincenzo Pirola: "La chinesiterapia nella rieducazione della scoliosi", Sperling & Kupfer, 1993
I disegni usati in questo articolo sono tratti dai libri sopra citati.