Cosa fare
N.B.: QUI DI SEGUITO VENGONO OMESSE TUTTE LE INDICAZIONI PRATICHE, RISERVATE AI ROLFERS, CUI QUESTO ARTICOLO E' STATO DESTINATO.
SOLTANTO CHI E' GIA' PADRONE DELLA TECNICA PUO' APPLICARE SENZA DANNI LE VARIE MANOVRE.
VENGONO INVECE LASCIATE ALCUNE INDICAZIONI DI MASSIMA, PIU' TEORICHE.
1) Gambe: Ho trovato molto utile un consiglio di Michael Salveson (advanced training a Roma, 1996), che tratta le scoliosi a partire dalle gambe. Questa idea mi ha guidata quando mi sono trovata davanti ad una scoliosi grave (45 gradi), in età ancora precoce (undici anni): la schiena era ancora molto soft, e sembrava assolutamente instabile, mentre le gambe avevano già muscoli molto rigidi e corti. Tutto ciò che facevo per aiutare le gambe, si ripercuoteva positivamente sulla schiena, creando maggiore omogeneità di tono. Spesso le gambe hanno molte tensioni perché compensano l'instabilità del "core". Intervenire sull'assetto delle gambe è già cominciare a modificare l'assetto del bacino e, tramite l'origine dello psoas, la spina dorsale................
Oltre a lavorare secondo le linee di forza proprie dei patterns interno-esterno di Jan Sultan e, se credete, anche lo schema di lavoro descritto nell'articolo "Remarks...", potete provare quello che può essere considerato sia un test, sia un'opzione di lavoro: con il cliente sdraiato sul fianco, le gambe divaricate, leggermente flesse (foto 6), mentre una gamba è ferma, piegata per stabilizzare la zona lombare, stendete passivamente l'altra gamba per testare quale estensione sia possibile; fatelo sia in avanti sia all'indietro, poi con l'altra gamba. Vi renderete conto di dove siano le maggiori tensioni e di come la completa estensione sia inibita. Poi fate cambiare lato.
2) Il lato dove il triangolo della taglia è più piccolo è il lato su cui grava il peso del tronco. Va aperto ed allungato affinché il peso si distribuisca meglio sul bacino e sugli arti inferiori. Dare spazio al fianco più corto aiuta a ridurre l'inclinazione del cingolo scapolare................ (foto 7)

3) Bilanciare il bacino richiede pazienza.
A) Sono da trattare i rotatori dell'anca, i cui accorciamenti condizionano e fissano le asimmetrie del bacino.
B) Nel lato in cui la cresta iliaca è in retroversione troveremo degli ischio-crurali più corti, mentre dall'altra parte (antiversione) sarà il quadricipite femorale a lavorare di più: trattare di conseguenza.
C) Per chiudere la cresta iliaca in out-flare si può piegare la gamba corrispondente verso il lato opposto, si chiede di spingere il ginocchio contro la resistenza della vostra mano (foto 8), si chiede di rilasciare e quando si sente la resistenza dei tessuti si tiene la gamba in tensione per qualche secondo; si ripete ancora 2 volte. Questa manovra tende a portare tutta la cresta iliaca in chiusura. Dal lato opposto, dove la cresta iliaca è in in-flare, il contrario: far aprire il ginocchio piegato verso l'esterno (a rana), chiedere di spingere contro resistenza, aprire ancor più la gamba e tenerla aperta in tensione (foto 9). Per un ulteriore bilanciamento, e per allentare eventuali tensioni nella sinfisi pubica si possono far lavorare ambedue le gambe contro resistenza, sia in chiusura, che in apertura, per qualche secondo (foto 10 e 11).

