La griglia costale si apre dove c'è convessità, cioè dove c'è il gibbo: le costole si distanziano una dall'altra; nel lato opposto si avvicinano (fig. J).
Le scapole. Dal lato della concavità la scapola converge verso l'interno: troveremo i romboidi accorciati; dall'altro lato, dove c'è il gibbo, la scapola scivola verso l'esterno: troveremo più corti il gran dentato e tutti i muscoli tra scapola e braccio (grande e piccolo rotondo, sottoscapolare eccetera) (fig. J). Mettendo i pollici sull'angolo inferiore delle scapole si può valutare bene la posizione delle scapole rispetto al tronco (foto 5).

Le vertebre dorsali e lombari seguono il movimento di tipo I: quando c'è piegamento laterale ogni vertebra che abbia le faccette articolari libere (cioè che non abbia blocchi articolari) si muove ruotando il processo traverso in avanti e in basso dal lato in cui il corpo si piega. Come già detto, il gibbo è formato dalle costole e dai processi traversi delle vertebre ruotati posteriormente; dall'altro lato i processi traversi sono inclinati in avanti e in basso e vicino alla colonna c'è un avvallamento.
Le cervicali hanno sempre dei compensi. Su di un lato, tra l'occipite e l'atlante c'è maggiore compressione.
Tutto il cranio, ovviamente, ha risposto adattandosi. Essendo estremamente complessi la valutazione e il trattamento in questa sede, consiglio a tutti di completare la propria formazione con workshops specifici, così come è molto importante avere una visione chiara sui visceri: ogni spostamento strutturale si ripercuote, come tutti sappiamo, anche sui legamenti che li sostengono.
3. Parte pratica
Premessa: ogni Rolfer® al Training di Base ha ricevuto informazioni sufficienti per iniziare un lavoro con qualunque tipo di struttura.
Pur entrando nel dettaglio, non va persa di vista l'armonizzazione di tutto il corpo. Lavorare nello specifico non significa trascurare l'integrità, la fluidità dell'insieme.
C'è da sottolineare che, nella scoliosi, è proprio il "core" (nucleo centrale) ad avere problemi: quanto più si fa un lavoro di connessione col terreno, aumentando il supporto, tanto più aumenta un senso di equilibrio profondo. Questo significa che è importante lavorare non solo col cliente sdraiato, ma anche seduto o in piedi.
Anche se talvolta col Rolfing® la riduzione della rotazione scoliotica è limitata, soprattutto nei soggetti di età adulta, togliere lo squilibrio dato dai compensi porta ad un comfort molto maggiore.