Si evidenzia il primo concetto importante: è impossibile derotare la curva della scoliosi se non si da' spazio, se non si allungano le fasce. E' una legge fisica: quando due corpi sono compressi ruotano tra loro.
Altre parti devono compensare queste torsioni: la testa, infatti, che si orienta nello spazio attraverso gli occhi e tiene il corpo in equilibrio tramite il labirinto nelle orecchie, deve stare diritta. Le curve di compenso sono in realtà questo: un adattamento per stare diritti. Benché sul piano sagittale il cingolo scapolare assorba parzialmente lo squilibrio, questo significa che ci sono sempre dei compensi anche nel collo.
Nella scoliosi il problema delle retrazioni riguarda prima di tutto i muscoli che uniscono le ossa corte, cioè le vertebre. Se consultiamo il Kapandji e consideriamo la fisiologia del movimento articolare delle vertebre, vedremo che a livello lombare è più ampio il movimento di flessione, mentre la rotazione avviene in misura maggiore a livello dorsale: ne consegue che le scoliosi dorsali sono più pericolose, perchè trovano un terreno propizio a ruotare ancora di più. Quando una scoliosi è in fase avanzata ed è molto severa, alcune vertebre, dove la compressione è particolarmente forte, possono assumere una forma a cuneo, che non è più modificabile. Nonostante ciò si può lavorare per togliere molti compensi e per dare più agio a tutto il corpo.
2. Esame della struttura
Osservando la persona in piedi, un elemento evidente che fornisce indicazioni è il cosiddetto triangolo della taglia, formato dalla linea del fianco con il braccio (fig. E): chi ha scoliosi ne ha uno più corto dell'altro.
In un lato si nota il cosiddetto colpo d'ascia ed è il lato della concavità della scoliosi (fig. F).

Nel lato dove la mano non tocca il fianco, o comunque è più scostata, troveremo una maggiore retrazione dello psoas (foto 1). Nel bacino sono presenti più fattori che si possono assemblare diversamente e che si possono prendere in considerazione uno per volta:
1) le creste iliache sono una in anti-versione, l'altra in retro-versione; creano perciò linee di forza molto diverse nelle gambe. Si possono appoggiare le mani sulle creste iliache per vedere quale è più alta, e sarà quella in antiversione (foto 2). A livello lombare l'anti-versione della cresta iliaca si accompagna alla lordosi, mentre nell'altro lato, dove la cresta iliaca è in retroversione, troveremo cifosi.
Per valutare con più precisione quale cresta iliaca è in anti-versione e quale in retro-versione si può fare un test, mettendo un dito sulla spina iliaca anteriore superiore e uno sulla spina iliaca inferiore posteriore, che si trova partendo dalla spina iliaca posteriore superiore e scendendo per la distanza di tre dita del soggetto che state valutando (foto 3). Se il dito appoggiato davanti è più in basso, l'osso iliaco è in antiversione, e viceversa.
