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Scoliosi: che fare


1. Descrizione della scoliosi:

La scoliosi è caratterizzata dalla presenza nella spina dorsale di un disallineamento di alcune o di tutte le vertebre, che crea uno spostamento di tipo elicoidale della colonna vertebrale nello spazio.
Nella schiena si formano uno o più gibbi, in altre parole un lato della schiena è più sollevato rispetto all'altro lato: si vede bene facendo piegare la persona in avanti. (fig. A.e B.)

Se non c'è gibbo, non c'è vera scoliosi, ma ci troviamo davanti ad un atteggiamento scoliotico, molto più semplice da trattare. Questo è un parametro molto importante: quando vi trovate davanti un bambino o un ragazzo se ha il gibbo va necessariamente seguito fino alla fine dell'accrescimento osseo, altrimenti sono sufficienti le 10 sedute standard.
A differenza delle curve che si formano con un normale piegamento della schiena, una scoliosi non si raddrizza spontaneamente.
a) Sul piano frontale si rilevano una o più curve, una principale, le altre di compenso. Il punto più deviato lateralmente è detto apice della curva.
b) Ogni vertebra sul proprio piano orizzontale ruota. L'insieme di tali rotazioni, sovrapposte, dà luogo ai gibbi. Il gibbo è formato dai processi trasversi posteriorizzati e dalle costole che seguono il loro spostamento (fig. C. e D.). Allo stesso livello, sull'altro lato del corpo, i processi trasversi si anteriorizzano e ci appare un avvallamento, una concavità.

c) Sul piano sagittale i due lati manifestano curve diverse. Questo significa che, di profilo, dove la colonna vertebrale presenta una cifosi, allo stesso livello, sull'altro lato del corpo, sarà presente una lordosi, e viceversa.
La gravità della scoliosi è misurata in gradi. Sono di solito definite lievi le scoliosi sotto i 10°; oltre i 50° molte scuole ortopediche intervengono chirurgicamente. Col Rolfing® possiamo evitare di arrivare a questo punto.
Ci sono scoliosi indotte da malattie, come la tubercolosi ossea o una paralisi, oppure da anomalie ossee (un arto più corto, un'emi-vertebra in più…). In questi casi, se non si ha un background specifico, meglio chiedere consiglio ad un insegnante o ad un medico che conosca il Rolfing®, per capire se, e in che misura, si può intervenire.

La scoliosi vera, o "idiopatica", di origine sconosciuta, colpisce in misura molto maggiore le femmine, ed è evolutiva, cioè continua finché c'è crescita ossea. Questo significa che se la scoliosi si manifesta in età molto precoce (scoliosi infantile) può diventare molto grave, se non trattata.
Il periodo in cui tende ad aggravarsi più rapidamente è un anno prima ed uno dopo l'inizio della pubertà, cioè dell'inizio delle mestruazioni per le ragazze e del cambiamento della voce per i maschi, ma, da quando viene scoperta, va trattata ogni volta che il bambino o la ragazza crescono in altezza: perciò, una volta finite le 10 sedute, chiedete ai genitori di misurare ogni mese l'interessato e di portarvelo quando è cresciuto in altezza.
Per capire cosa serve al corpo in questo periodo, immaginate che una tensione profonda (instauratasi non si sa perché) impedisca alla mio-fascia di distendersi in modo appropriato e di seguire l'allungamento delle ossa durante la crescita.
Con questa "spilla" che blocca alcune parti, il corpo è costretto a torcersi in alcuni punti. La retrazione dei tessuti accompagna l'aumento della curva.

 
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