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Bio-meccanica del corpo umano

di Maria Luisa Marzari
certified Rolfer®

Al primo sguardo il corpo umano ci colpisce da un punto di vista estetico, per la sua sagoma e per la sua plasticità.

Soffermandoci ulteriormente ad osservarlo, ne notiamo la tridimensionalità, cioè notiamo come i vari segmenti della struttura corporea sono in relazione tra loro e con l'ambiente esterno.

La bio-meccanica studia come il corpo, proprio in quanto struttura, segue le leggi della fisica, a cui ogni cosa materiale è soggetta.

L'apparato scheletrico e quello neuro-muscolare ci consentono di mantenere una postura eretta, di reagire ai fenomeni ambientali e di partecipare alla vita in tutte le sue più complesse manifestazioni.
E' veramente affascinante pensare alla complessa organizzazione neurologica e mio-fasciale necessaria per vivere nello spazio che ci circonda: essa ci permette di tenere delle posizioni statiche, in cui vi è una condizione di equilibrio delle forze che agiscono sul corpo, e ci consente una dinamica, fatta di movimenti regolati in modo estremamente preciso.

Azioni come scrivere al computer, saltare, o stare in piedi aspettando un autobus, richiedono una programmazione di impulsi nervosi e di movimenti muscolari completamente diversi, eppure ogni corpo umano è in grado di far fronte a tutte queste esigenze e a infinite altre ancora.
Ciò è consentito dall'apparato locomotore, che è dotato di sistemi complessi e sofisticati, capaci di inviare e di recepire vari tipi di informazioni nervose ai, o dai, diversi settori del cervello e del midollo spinale.

La componente scheletrica, quella mio-fasciale (muscoli e fascia connettivale) e quella nervosa si strutturano reciprocamente in un'azione congiunta: le ossa forniscono ai muscoli uno spazio definito e un attacco solido, mentre la tensione delle strutture mio-fasciali, esplicata tramite il sistema nervoso, determina la posizione delle ossa nello spazio e impedisce ai segmenti ossei di crollare al suolo come succede, per esempio, ad un sacco di patate.

Le articolazioni sono i "raccordi" tra i vari segmenti mobili: rispondendo a necessità funzionali, determinano con la loro forma la quantità e la qualità del movimento possibile. In alcuni casi il movimento è scarsissimo, come tra le ossa craniche, in altri è modesto, come tra le vertebre; altre parti possono compiere dei movimenti completi di rotazione e scivolamento nelle tre dimensioni dello spazio, come avviene negli arti, soprattutto in quelli superiori.

Nell'organizzazione funzionale che regola la fisiologia del movimento si possono distinguere un'attività eminentemente nervosa, caratterizzata dalla elaborazione dello stimolo a livello del sistema nervoso centrale e dalla sua trasmissione lungo i nervi periferici fino alla fibra muscolare, che viene eccitata a contrarsi, e un'attività motoria vera e propria, caratterizzata dalla contrazione del muscolo e quindi dall'esecuzione del movimento in un dato segmento corporeo.

L'azione mio-fasciale si realizza con un sistema di leve di vario grado, per cui le ossa si allontanano o si avvicinano, talvolta ruotando un po' su se stesse, a seconda della quantità di forza muscolare applicata.
Ciò è parte importante nel determinare la grande varietà di forme nei corpi che vediamo intorno a noi. Infatti, oltre ai fattori dell'altezza, del peso e della struttura ossea, è anche l'azione delle fasce e dei muscoli sulle ossa a definire una sagoma: le spalle curve e il dorso in cifosi, un corpo impettito, una lordosi esagerata, i piedi piatti, e così via....

Si può facilmente dedurre quanto sia complesso per il nostro sistema nervoso riorganizzare costantemente una struttura segmentata in tanti pezzi, che si regge solo su due arti, i quali hanno, per di più, una base d'appoggio piccola in relazione alla massa sovrastante, e tenerla in equilibrio, sia da ferma che in movimento, contro la gravità terrestre.

Questo equilibrio ruota attorno a un baricentro che, in piedi e da fermi, si trova pressappoco a livello del bacino: è il punto dove viene a collocarsi la risultante di tutte le forze gravitarie. Esso coincide anche con il centro di simmetria, se il corpo è omogeneo.

Questo equilibrio è possibile anche grazie alla coordinazione dei sistemi muscolari flessori ed estensori, deputati a flettere il nostro corpo in avanti, o a inarcarlo all'indietro, e a riportarlo contro gravità per non farci cadere a terra.
Perché ciò avvenga è indispensabile che tutti i segmenti corporei trovino il loro punto di equilibrio tra muscoli flessori ed estensori e che ogni segmento trovi il suo "piccolo baricentro". La risultante che ne deriva è quella di un corpo in ordine attraverso le varie articolazioni (partendo dal basso: caviglie, ginocchia, coxo-femorale, tutti i segmenti della colonna, spalle, collo e la testa sopra a tutto il resto). La struttura intera è così bilanciata.

Logo Rolfing

Nel momento in cui questo equilibrio è in atto, anche il movimento risulta fluido, dato che lo si è ottenuto tramite un bilanciamento dei sistemi muscolari flessori ed estensori.

Questa è in sintesi l'integrazione strutturale, obiettivo del Rolfing: il riportare in equilibrio la struttura del corpo attraverso un completo sistema di manipolazioni atte a bilanciare l'assetto dei tessuti connettivi, il che è necessario per mantenere una corretta relazione tra le diverse parti del corpo nello spazio.

Questa integrazione è espressa dal logo del Rolfing®, che riproduce le vere sagome di un bimbo trattato dalla dr. Ida Rolf, prima e dopo le 10 sedute.

 
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