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Migliorare la vita nella terza età

di Angela Biancalani Gigli
certified advanced Rolfer®

Di fronte alla prospettiva di affrontare una pratica come il Rolfing, l'anziano di solito è portato a pensare: "è troppo tardi, queste cose avrei dovuto farle prima"; oppure: "non c'è niente da fare: il dottore mi ha detto che ho l'artrosi e che me la devo tenere"; o anche: "com'è possibile cambiarlo, questo vecchio corpo che cammina da una vita...".


Dopo il Rolfing la nonna farà le capriole con noi?
...Noo!! Faremo lunghe passeggiate insieme!
In realtà tutto questo non è vero: negli anziani si possono ottenere tante piccole modificazioni che apportano però nella vita di tutti i giorni grandi cambiamenti. Un po' di scioltezza in più, quale si può acquistare con il Rolfing, potrà significare ad esempio allacciarsi di nuovo le scarpe da soli, riuscire a fare il bagno con maggiore autonomia, disporre di quel tanto di estensione in più nel movimento del collo che consente a chi guida ancora di fare una manovra in retromarcia.

Queste piccole trasformazioni possono assumere, talvolta, il significato di vere e proprie conquiste. Sentirsi un po' più sciolto e, perché no, anche più libero dai dolori, stimola l'anziano a riprendere le proprie attività, a camminare più a lungo, a ricominciare un hobby interrotto; può risvegliare il desiderio di frequentare un corso di ginnastica con i coetanei. In breve, si torna a vedere come possibile e anzi a portata di mano proprio tutto quello che ormai non si poteva più fare!

Un simile mutamento di orizzonte riporta l'anziano indietro nel tempo: si sente più giovane, più attivo, ancora protagonista di processi di trasformazione positivi invece che impotente osservatore di una inesorabile e irreversibile degenerazione di tutte le funzioni vitali. Tutto ciò è particolarmente importante non solo per la salute in senso stretto, ma per la vita delle persone: cambia la percezione che hanno di se stessi e del loro sé corporeo, modifica l'immagine mentale del loro corpo.

Piccoli cambiamenti sono a volte sufficienti anche a risollevare l'anziano da uno stato di apatia o di lieve depressione, dove non ci siano motivazioni più profonde. Se ci si sente bene, o anche solo meglio, nel corpo, si diventa più attivi e questo rimette in moto a sua volta un sviluppo dei processi vitali, sia fisici che psicologici: si innesca insomma un meccanismo di feedback positivo. Al contrario, la persona passiva tende a ridurre il movimento e i contatti con gli altri, rendendosi più vulnerabile all'irrigidimento fisico e all'insorgere di stati depressivi dell'umore.


COME AGISCE IL ROLFING SUGLI ANZIANI

Il Rolfing agisce sui tessuti connettivi, che negli anziani sono, è vero, più poveri di fibre elastiche e relativamente disidratati, ma conservano pur sempre una loro elasticità.

L'obbiettivo dell'operatore sarà però diverso da quello perseguibile in altre categorie di pazienti. In un ragazzino in età scolare si può coltivare la pretesa di veder crescere una colonna perfettamente in asse. In un adulto si cerca di riportare le curve fisiologiche della colonna più vicine alla sua normale struttura e di creare simmetria ed equilibrio in tutte le parti del corpo. In un anziano la finalità del Rolfing sarà in parte da ridimensionare. Non ci aspetteremo certo, ad esempio, di vedere scomparire una gibbosità che ha una storia lunga quanto la sua vita, ma di introdurre un elemento di elasticità nel corpo, di ridurre quei diffusi ispessimenti dei tessuti che oltre a limitare il movimento rendono difficile lo scorrere dei flussi circolatori e delle trasmissioni nervose, eventi che si ripercuotono negativamente sulle funzioni vitali. Tenendo presenti queste riconsiderazioni degli obbiettivi da conseguire, a volte gli anziani ci sorprenderanno, mostrando cambiamenti anche strutturali che fanno invidia ai più giovani. Unica controindicazione alla pratica nel Rolfing negli anziani è una osteoporosi avanzata.

Infine, è molto importante il primo impatto e il rapporto che si viene a creare con l'operatore Rolfing. Ciò è vero per tutti, naturalmente, ma nell'anziano e nel bambino è essenziale che si stabilisca un rapporto di fiducia da parte del cliente e di accoglimento da parte dell'operatore. Quando trova il giusto contenimento e calore, il soggetto anziano può mostrarsi anche molto disponibile, e si affida spesso con minore resistenza dell'adulto più giovane. A quel punto, la tecnica e l'esperienza del Rolfer potranno fare davvero molto.

 
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