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Il Rolfing per i bambini


La dr. Ida Rolf al lavoro
Il corpo plastico dei bambini può ricevere grandi benefici dalle sedute di Rolfing®.
Il vantaggio che si ha nel ricevere il Rolfing da giovani è che l'organismo riceve un "imprinting" corretto; è come imparare una lingua straniera in età precoce: tutto risulta "più facile", si evitano molti disagi futuri e, soprattutto, la percezione del bambino o del ragazzo può essere maggiormente attiva e attenta a ciò che è positivo o negativo per il suo "stare in gravità".

Le indicazioni possono essere le stesse che per gli adulti: una cattiva postura; delle asimmetrie, che possono essersi instaurate dopo qualche caduta; le scapole alate, frequenti nei bambini; le ginocchia vare o valghe; i piedi piatti; una scoliosi o un atteggiamento scoliotico (vedere articolo specifico)...
Esattamente come per gli adulti, questi problemi sono valutati e trattati in un contesto più globale, di equilibrio di rapporti tra i vari segmenti corporei.


Sono tutta rilassata
Spesso è possibile dare un aiuto anche a lievi anomalie congenite: uno sterno un po’ a punta, o troppo piatto, per esempio, possono essere tenuti elastici, così che, durante la crescita, una maggiore omogeneità dei tessuti possa prevenire una fissazione troppo marcata di tali caratteristiche nell’organismo.

E' importante, in questi casi, non fare sentire "strano" o "difettoso" l'interessato, creandogli inutili ansie, ma spiegargli che ognuno di noi ha qualcosa di particolare e che il Rolfing aiuta tutti a crescere sani e più diritti.
Quando questa "tipicità" tende ad evidenziarsi nuovamente, significa che il ragazzo è cresciuto in altezza: è il momento, allora, di rifare una seduta.

Abitualmente anche i bambini trovano piacevole il trattamento e tornano volentieri nello studio del Rolfer, ma se talvolta sono riluttanti, meglio soprassedere temporaneamente.

Di norma, coi bimbi il lavoro viene diluito in un arco di tempo più ampio che per gli adulti, per seguirli nella crescita più a lungo; le sedute sono anche più brevi, soprattutto se sono piccini: in questi casi ogni minimo input risulta efficace.
E’ il Rolfer che, caso per caso, valuta quale periodicità è opportuno dare alle sedute.


Noi ci sentiamo energici!
Con i bambini piccoli, almeno la prima volta, è bene sia presente, durante il trattamento, uno dei genitori: ci può essere così, agli occhi del bimbo, un’accettazione reciproca tra il genitore e la figura del terapeuta. In questo caso si chiede al genitore di assistere in silenzio.

Successivamente, se non ci sono esigenze particolari, il genitore rimane fuori ad aspettare; si evita così che il bambino abbia uno spettatore per il quale "fare commedia" e ciò gli permetterà di rilassarsi maggiormente.

Gli adolescenti hanno bisogno di maggiore autonomia, perciò è bene lasciarli soli, durante le sedute. L'adolescenza è un periodo intenso, da molti punti di vista: il ragazzo si può sentire strano, in un corpo che cambia molto rapidamente.

Talvolta la crescita ossea è così rapida che si ha l'impressione che i tessuti mio-fasciali non seguano abbastanza velocemente; se i giovani non praticano un'attività fisica che favorisca la distensione del loro organismo nello spazio, possono avere fastidi, o sentirsi scomodi, anche se non riescono a verbalizzare queste loro sensazioni: il Rolfing li può aiutare a godere di un senso di maggiore comodità nel loro corpo e a sentirsi, così, più sicuri di sé.

Spesso gli adolescenti passano dei periodi di rifiuto aprioristico per tutto ciò che viene dai genitori: fin dall’intervista preliminare, dovrebbero avere chiaro che le sedute costituiscono uno spazio tutto loro, in cui sono "al riparo" dalle figure parentali. Il Rolfer può proporre loro di provare una seduta e di decidere solo in seguito se continuare o meno: se rifiutano è inutile e controproducente insistere.
Può capitare che il ragazzo, che dapprima si è negato, se ha percepito che gli si dà libertà di scelta, dopo qualche tempo decida spontaneamente di sottoporsi al trattamento.


Io preferisco la cioccolata!
Molti genitori ansiosi dovrebbero tenere a mente che anche i figli vanno rispettati. Questo significa che bambini e ragazzi possono avere delle posture di chiusura perché i genitori stanno loro "troppo addosso". In questi casi il Rolfing, più che ai giovani ricalcitranti, sarebbe utile ai genitori stessi, i quali, rilassandosi maggiormente e lasciandosi andare un po’ di più, riuscirebbero probabilmente ad avere un rapporto più equilibrato coi figli, migliorandone forse così, spontaneamente, la postura.

Quando i ragazzi devono tenere un apparecchio ortodontico fisso è preferibile non iniziare, e portare avanti, il trattamento Rolfing. Durante tale periodo il loro organismo è già mpegnato da forze che creano tensioni profonde e risponde poco a ulteriori sollecitazioni. Si può fare un po’ di lavoro ogni tanto, per aiutare le tensioni create dall’apparecchio stesso, che si propagano magari al collo o alla schiena.
Il trattamento vero e proprio va anticipato, oppure, se ciò non è stato possibile, rimandato, per impiegare al meglio tempo e soldi.

Libri consigliati ai genitori:
Elena Liotta: "Educare al sé, ed. Magi - "formarsi per incontrare i bambini"-
Jesper Juul: "Il bambino è competente", Feltrinelli ed. - per "sostenere un positivo senso di autostima nei bambini"

 
Fondazione di Ricerca Ida P. Rolf
Fondazione di ricerca interdisciplinare dedicata alla fondatrice del metodo Rolfing
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