Ricevere le sedute di Rolfing® è in genere un’esperienza molto appagante: non solo la manipolazione profonda procura, di per sé, una sensazione piacevole, ma il senso di libertà e di leggerezza che si percepisce dopo le sedute è tale che molti clienti, quando vogliono farsi un regalo gratificante, tornano e chiedono qualche seduta di richiamo. Questa è la norma, a qualunque età.
Non sempre, nell'ambito delle singole sedute, è tutto gradevole, o non per tutti allo stesso modo. Ci sono persone con le quali si ha l’impressione si potrebbe tranquillamente usare… un martello pneumatico, e non farebbero una piega!
Alcune, al contrario, sono iper-sensibili: in genere sono coloro che soffrono di ritenzione idrica; i loro tessuti, impregnati di liquidi e di tossine, possono procurare fastidio quando vengono trattati, o anche solo toccati. A conforto di questi clienti, si può dire che, non appena il Rolfer solleva le mani, ogni sensazione molesta cessa e che di norma solo le prime sedute sono sgradevoli, poi gradualmente il drenaggio del loro connettivo migliora: tutto rientra in parametri più normali, con grande vantaggio anche per la loro salute.
Ciò che si riceve non deve mai essere percepito come traumatico o violento: se il Rolfer si lascia prendere un po’ troppo dall’entusiasmo e il suo lavoro risulta particolarmente intenso, è meglio parlarne francamente e vedere insieme come sia possibile modificare l’approccio.
Spesso è sufficiente rilassarsi e respirare profondamente perché tutto diventi, immediatamente, più accettabile; ma, quando gli si chiede, il Rolfer può anche cambiare la direzione della manipolazione, o rallentare un po’ la velocità di esecuzione; oppure può lavorare prima tutt’intorno all’area dolente, per rendere più disponibili le fasce circostanti.
Non è necessario sopportare un disagio eccessivo, con l'idea che così "funziona di più".
Ci possono essere settori dove i muscoli irrigiditi da tempo sono diventati fibrosi e si sono "incollati" gli uni agli altri; trattandoli, la reazione più usuale è: "Qui fa un po’ male, ma tu continua, perché sento che si sta sciogliendo una zona che spesso mi dà fastidio."
Insieme al Rolfer si può decidere se si è disponibili a prendere di petto un’area più impegnativa, o se si preferisce affrontarla gradualmente, diluendo il lavoro da fare anche nelle sedute successive.
Talvolta la sensazione di dolore in un determinato punto fa riaffiorare il ricordo di un vecchio trauma, del quale la mente aveva perso memoria e di cui invece il corpo si ricorda ancora benissimo.
Altre volte, sensazioni sgradevoli sono legate a emozioni negative, magari rimosse, e può succedere che siano i sogni, nei giorni successivi, a far rivivere stati d’animo che, al tempo, non erano stati sufficientemente elaborati.
Può capitare che, dopo una seduta, ci si senta irritabili senza sapere il perché: anche queste sono emozioni che riaffiorano; la maggior parte delle volte è sufficiente fare una bella passeggiata all’aria aperta per ritrovare tranquillità; talvolta le persone si incuriosiscono e decidono di elaborare alcune tematiche così riemerse nell’ambito di una psicoterapia; altri passano a pratiche di meditazione, per lasciarsi alle spalle i fantasmi di storie obsolete.
Oggigiorno, certi scritti, testimonianza del Rolfing "prima maniera", risultano fuorvianti: il metodo veniva descritto come tecnica terrifica, intensa e dolorosa, attraverso la quale raggiungere una "catarsi" – una liberazione purificatrice.
Quando, negli anni ’70, la Dr. Ida Rolf ha cominciato a insegnare nella scuola da lei fondata - il Rolf Institute - i suoi giovani, inesperti studenti interpretavano l'esortazione a "lavorare più profondi" semplicemente applicando molta più forza, diversamente da quanto faceva ella stessa, descritta nel suo tocco sempre precisa e “giusta” da sopportare.
Quegli stessi Rolfers, efficaci ma temibili, con l’esperienza sono riusciti ad ammorbidire il loro tocco, e, avendo recepito che il medesimo risultato si può ottenere con un po’ più di pazienza, hanno imparato ad aspettare che i tessuti si rendano disponibili sotto le dita, evitando inutili forzature.