
Questa è la mia "postura da depresso"
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Quando sei depresso fa un sacco di differenza il modo in cui ti metti...
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La cosa peggiore che puoi fare è raddrizzarti e tenere la testa alta, perché così cominci subito a sentirti meglio...
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Se vuoi goderti davvero la tua depressione, ti devi mettere in questa posizione.
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Molte persone chiedono come mai le sedute di Rolfing® sono proprio dieci.
La dott. Ida Rolf ha creato una sequenza logica per intervenire sulle fasce corporee.
Fermo restando che il lavoro viene sempre personalizzato secondo le esigenze individuali e che alcune parti, come il collo e il sacro, vengono trattate e controllate ogni volta, questa è la logica che si segue:
1) nella prima seduta si lavora sulla gabbia toracica, per renderla più elastica e disponibile ai cambiamenti di assetto nello spazio. Ciò migliora la capacità respiratoria, quindi l'ossigenazione di tutto l'organismo.
Inoltre si trattano le articolazioni delle spalle e dell'anca, per cominciare ad affrancare la colonna vertebrale e il busto dai movimenti grossolani degli arti, riducendo così la fatica dell'organismo in movimento.
2) La seconda si occupa dei piedi e delle gambe, per permettere uno scarico migliore del peso a terra: questo consente di alleggerire il lavoro della schiena.
Inoltre si fa una "connessione dinamica" tra il terreno, le gambe e il tronco, che consente di cominciare a percepire la terra come supporto.
3) Nella terza seduta un lavoro sul fianco consente di organizzare meglio il movimento nello spazio in senso antero-posteriore e, liberando ulteriormente le fasce degli arti, migliora la coordinazione tra braccia e gambe: nella camminata o nella corsa, per esempio.
Dopo questo intervento ci si sente un po' più lunghi: si avverte bene la differenza se ci si alza in piedi dopo avere trattato solo il primo lato.
4) Nella quarta viene trattata la parte interna delle gambe, dal piede agli adduttori, fornendo ulteriore scioltezza agli arti inferiori; si continua la connessione dinamica col suolo trattando la schiena anche da seduti.
5) Ciò che è stato fatto, ha un impatto anche sulle fasce profonde addominali e pelviche, che vengono manipolate nella quinta seduta.
L'integrazione del movimento e la connessione continuano attraverso la manipolazione dei muscoli addominali, superficiali e profondi, che sono anche elemento importante per una maggiore simmetria.
6) Il lavoro prevalente nella sesta seduta è una manipolazione profonda di tutta la parte posteriore del corpo, dai talloni all'occipite. Si trattano le catene muscolari che più di tutte tendono ad accumulare tensioni, soprattutto nella posizione eretta.
7) In settima si raggiunge un maggiore equilibrio nelle mio-fasce di tutto il corpo, perché viene manipolata anche l'area della testa, muscoli masticatori e della mimica compresi.
Sono zone che spesso non vengono percepite come portatrici di tensioni, quando al contrario incarnano molti dei nostri stati emotivi. "Stringere i denti" in una situazione difficile è solo un esempio.
8) Nell'ottava e nella nona seduta si tratta il corpo dal punto vita in su, oppure dalla vita fino ai piedi, inserendo un lavoro profondo su mani e braccia, che spesso viene anticipato, se la situazione individuale lo richiede.
9) In decima seduta, infine, si cerca di portare il massimo di omogeneità di movimento possibile nelle articolazioni principali, continuando un'integrazione dinamica dell'organismo nell'insieme.
Come prepararsi alle sedute
Non è necessaria una preparazione specifica, così come non serve portarsi dietro un abbigliamento particolare.
Le sedute si ricevono in slip, o slip e reggiseno. Chi usa i boxer deve indossarne un paio di maglina morbida, che permetta di lavorare liberamente intorno all'articolazione dell'anca.
E' inopportuno spalmarsi addosso creme o, ancor peggio, oli, prima delle sedute, perché, al contrario di quanto avviene in un massaggio tradizionale, nel Rolfing® è necessario "fare presa" sulle fasce corporee, comprese quelle profonde.
Una semplice doccia è tutto ciò che serve.
Nel primo incontro viene compilata una scheda, in cui si annotano gli episodi salienti che possono avere avuto un impatto sulla struttura corporea, la storia clinica, i sintomi, gli sport praticati, gli eventuali traumi. Se si è in possesso di radiografie, Tac, risonanze magnetiche, è opportuno portale in visione.